Milano Fashion Week

Il Governo crede nella moda: rifinanzierà il piano straordinario del made in Italy

Il Governo considera la moda un volano economico e di immagine per il Paese e per questo continuerà a sostenerla. «Puntiamo a rifinanziare il piano straordinario del Made in Italy nel prossimo triennio, con le stesse cifre degli anni passati: lo proporremo nella legge di stabilità». Parole di Ivan Scalfarotto, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico, all'inaugurazione della mostra Crafting The Future di scena Mudec.

 

La mostra, che è costata 1.190.000 euro - finanziati per il 75% dall'Ice e per il 25% dalla Camera Nazionale della Moda - resterà allestita al Museo delle Culture di via Tortona fino al 13 ottobre, ben oltre la settimana della moda, e sarà aperta gratuitamente al pubblico.

 

«L’Italia è la sua moda e la moda è l’Italia», ha aggiunto Scalfarotto, spiegando perché «questo Governo prende con attenzione ed entusiasmo il settore della moda».

 

Sempre in occasione della conferenza odierna di inaugurazione, a cui hanno preso parte anche Carlo Capasa, presidente di Camera Moda e Franca Sozzani, curatrice del progetto - il neo presidente dell'Ice, Michele Scannavini, ha ricordato che «nel biennio 2015-2016 sono previsti investimenti per il Made in Italy di circa 260 milioni di euro, di cui 45 milioni solamente per il tessile e l'abbigliamento e 60 milioni tenendo conto di occhiali e cosmesi».

 

Il 30% di tali investimenti è stato destinato a fiere ed eventi, ma la convinzione del governo è che oltre al lato commerciale si debba investire sull'immagine. «In questa direzione - ha precisato Scannavini - va il nostro sostegno a questa mostra che fornisce una rappresentazione straordinaria del made in Italy».

 

La peculiarità dell'esposizione (nella foto) consiste nell'aver messo in dialogo le migliori realtà produttive con i designer, per realizzare una serie di progetti. Tutte le creazioni on show sono frutto di questa collaborazione e sono state realizzate ad hoc per l'evento. Un ponte tra capacità manifatturiera e nuove visioni.

 

«Volevamo fare qualcosa per raccontare la moda italiana - ha sottolineato Capasa - ma senza parlare di grandi brand e far capire che il nostro sistema è forte, quando fa heritage e innovazione al tempo stesso».

 

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