Milano Fashion Week

La donna-calla di Genny, tra grinta e romanticismo

Genny contrappone all'iperdecorativismo che imperversa su molte delle passerelle una collezione dall'immagine pulita, ma assolutamente non banale. In passerella una donna che ama i contrasti, romantica ma forte e determinata al tempo stesso. Nel mirino della griffe, l'opening di uno store a Milano.

 

Per la primavera-estate 2017 la creative director di Genny, Sara Cavazza Facchini, si è ispirata agli scatti diRobert Mapplethorpe: alle sue calle, quintessenza della raffinatezza.

 

Il giorno vive di giacche e gilet dai tessuti operati che si abbinano a pantaloni fluidi e svasati. La tuta candida sfodera grinta e dinamismo con la cintura che abbraccia i fianchi, arrampicandosi fino al collo a guisa di gioiello.

 

Ruche, perle, ricami preziosi e trasparenze raccontano una storia fatta di sensualità ma anche di estro, con tante asimmetrie, aperture strategiche, oblò sulle maniche e  sovrapposizioni di tessuti (sostenuti vs leggeri).

 

La vena romantica si esprime nella palette cromatica che sceglie sfumature impalpabili: carne, cipria, grigio perla, carta da zucchero, illuminati dai bagliori dei ricami e delle applicazioni.

 

La sera è il momento di osare, con tinte e riflessi iridescenti ma anche con punte di rosso intenso. Gli abiti in chiffon rivelano bustini tempestati di perle, si arricchiscono di inserti plissettati come petali a più strati o come le ali di una farfalla pronta a spiccare il volo sull'abito candido.

 

È un momento di grande verve per la griffe in capo al gruppo veronese Swinger, guidato dall'a.d. Mathias Facchini. I numeri dell'azienda, proprietaria anche del marchio Byblos e licenziataria di Versace Jeans e Cavalli Class, sono in crescita a doppia cifra, con la previsione di raggiungere a fine 2016 i 70 milioni di fatturato, in crescita del 20% sul 2015.

 

Un dinamismo a cui fanno riscontro numerosi investimenti. Primo fra tutti l'opening di un monomarca Genny a Milano, previsto entro gli inizi del prossimo anno. Sotto la lente anche l'estero, che rappresenta oltre il 70% del giro di affari, con Stati Uniti e Medio Oriente nel mirino: in vista progetti retail in queste aree.ù

 

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