Milano Fashion Week

Max Mara: identità e modernità per una flâneuse urbana

Nella sfilata primavera-estate 2018 Max Mara ribadisce la propria personalità, rinnovandola: il guardaroba dedicato alle «abitanti edoniste del nuovo territorio urbano» non è fatto di iperboli ma di certezze, equilibrio e una nuova freschezza.

 

Il trench che diventa uno spolverino in crêpe di lino, il completo con delicate fantasie floreali, il coat di taglio maschile - ma anche più morbido, stile accappatoio -, la gonna lunga che fa da contraltare all'immancabile pantalone delineano un'immagine che alla forte identità aggiunge il valore indispensabile della modernità.

 

Tema ispiratore del fashion show è la città di Baudelaire, «sempre in movimento, fugace, spesso imprevedibile», che però assume tratti lussureggianti con l'arrivo dell'estate, quando il confine tra lavoro e tempo libero si assottiglia, in parallelo con l'avvicinamento dei mondi formale e informale.

 

La precisione dei tagli sartoriali in bianco, nero e color pietra si stempera nella leggerezza dell'organza, che rivela attraverso i giochi di vedo non vedo le precise costruzioni interne dei capi.

 

La tinta unita domina, ma a volte cede il passo con naturalezza a fantasie floreali, giocate su un tono sfumato di malva. Niente peonie, rose pretenziose o gigli decadenti, molto meglio i fiori di campo come papaveri, cardi, allium, perfetti per sdrammatizzare il classico tailleur bianco. Un altro leitmotiv è il logo storico della griffe, ricamato ton sur ton su un trench o stampato su una giacca in pelle.

 

Tra gli accessori, accanto alle borse oversize alternate alle clutch, che riprendono i pattern della collezione, si fanno notare gli occhiali Iris, pensati a misura delle flâneuse del nostro tempo.

 

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