Milano Moda Donna

63 show in calendario: torna Cavalli, saltano Pucci e Fay. Elisabetta Franchi sfila off

Sono 63 i marchi presenti nel calendario di Milano Moda Donna (20-25 settembre). Tra gli show più attesi il ritorno di Roberto Cavalli che, venerdì 22, farà sfilare la prima collezione disegnata dal nuovo direttore creativo Paul Surridge. Da registrare invece le assenze tra gli altri di Emilio Pucci, Blugirl e di Fay, oltre alla scelta di Elisabetta Franchi (nella foto) di sfilare fuori calendario.

 

Stando alla scaletta provvisoria, diffusa a inizio agosto da Cnmi-Camera Nazionale della Moda Italiana, tra le novità da registrare ci sono anche Albino Teodoro, Brognano (vincitore di Who is On Next? 2016) e Younchan Chung, supportato da Mercedes-Benz.

 

Saranno solo quattro gli show co-ed ma di peso, perché riguardano maison importanti come Gucci, che aprirà la kermesse con la consueta sfilata di mercoledì alle 14, seguito da Etro, Missoni, Bottega Veneta e Jil Sander, che con il défilé in programma sabato 22 terrà a battesimo i due nuovi direttori creativi, i coniugi Luke e Lucie Meier.

 

Per quanto riguarda le location, tre sono quelle messe a disposizione per gli eventi da Cnmi: la Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, la Fabbrica del Vapore e lo spazio Cavallerizze del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia.

 

Questa edizione di Milano Moda Donna segna il debutto dei Green Carpet Awards, evento dedicato alla moda sostenibile, che si svolgerà al Teatro Alla Scala la sera del 24 settembre.

 

Da registrare una manciata di assenze rispetto alla scorsa stagione: Angelo Marani, Kristina T, Wunderkind, Emilio Pucci, Blugirl, Daizy Shely ed Emporio Armani, in trasferta stagionale a Londra.

 

Non compare in calendario anche il nome di Elisabetta Franchi, che in polemica con la Cnmi sul posizionamento e l'orario, ha scelto di sfilare off schedule venerdì 22 alle 20, sovrapponendosi allo show di Vionnet.

 

«Non è stata una scelta semplice - ha dichiarato Elisabetta Franchi -. Ritengo che la Camera non abbia supportato il sistema moda Italiano e i brand che ne rappresentano i valori. Si tratta di una decisione presa in modo ponderato e ragionato, nella tutela del diritto della nostra azienda».

 

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