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Il debutto di Tatras a Milano: «Qualità al top, tra Oriente e Occidente»

“Pure quality surrounding sense” è il tema dell’evento organizzato per la presentazione womenswear di Tatras, al debutto a Milano. «Un percorso tra Oriente e Occidente, tra culture diverse accomunate dall’eccellenza della qualità e della ricerca», racconta Masanaka Sakao, fondatore e direttore creativo del brand.

 

«Ho voluto condividere con il mondo della moda che viene a Milano il senso della nostra collezione, l’altissima qualità dei nostri capi, frutto di una sperimentazione che parte dalla materia prima», ha precisato Sakao.

 

Filo conduttore della collezione di giacche, piumini e trench per il prossimo inverno è la combinazione di mood e materiali diversi, la tradizione dei tessuti italiani che sposa l’innovazione di quelli giapponesi, l’alta tecnologia dei filati che cerca la naturalezza di lane e cashmere.

 

Fit e vestibilità si inseriscono in questa dialettica, che mette d’accordo i volumi slim ispirati a bustier e corsetti ottocenteschi con le forme accoglienti desunte dai kimono giapponesi.

 

Tutti i capi sono realizzati per il 90% in fiocco di piuma d’oca e per il 10% in piuma d’oca, a testimoniare la fedeltà ai principi ispiratori del marchio: proposte di alta gamma uomo donna, che all’essenzialità dello stile giapponese abbinano le lavorazioni italiane e le tecniche produttive del fiocco d’oca polacca. 

 

In sintonia con la dinamica dei contrasti, la sede scelta per la presentazione; palazzo Bocconi in corso Venezia, attualizzato da installazioni di video e giochi di luci e ombre. «Amo la storia e per questo ho voluto ambientare l’evento in un edificio antico», spiega Masanaka Sakao.

 

Alla storia del Giappone si riallaccia la serie di capi in tessuto  Nishijin, realizzato nella provincia di Kyoto e usato da secoli per i kimono degli imperatori. Un broccato in seta e fili in oro e argento tramato con oltre 20 passaggi, considerato tesoro nazionale nipponico.

 

«Impossibili da copiare. Nessuno e in nessuna altra parte del mondo può realizzare tessuti come questi, declinabili in quantità limitate», puntualizza Sakao.

 

Ma il futuro non si ipoteca e Sakao non dice no a nuove opzioni per il suo marchio da 30 milioni di fatturato, previsti in crescita del 15% entro fine anno: «Non escludo la possibilità di mettermi in gioco con progetti inediti nelle prossime stagioni», annuncia. Ma è categorico: «La costante sarà sempre l’attenzione alla bellezza e alla qualità che ci contraddistingue da tanti anni».

 

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