Milano Moda Uomo

Capasa: «Altro che debole, questa fashion week è figlia di un'epoca che vuole novità»

La fashion week in scena dal 17 al 21 giugno sarà forse ricordata per l'energia e la presenza di giovani designer, che mette in secondo piano i grandi nomi che hanno dato forfait e le passerelle concentrate praticamente in tre giornate. Ne è convinto Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, che in un'intervista rilasciata a Fashion ha dichiarato: «Questa edizione è figlia di un'epoca che vuole novità».

 

Nel lungo botta e risposta Capasa esprime innanzitutto un moderato ottimismo sulla situazione generale e non teme per le defezioni del calendario (tra cui Roberto Cavalli, Ermenegildo Zegna, Corneliani, Calvin Klein, Ermanno Scervino, N°21, Brioni), che hanno portato il numero dei fashion show a ridursi, specie l’ultimo giorno in cui si registra la presenza del solo Giorgio Armani. «Anche perché - fa notare Capasa - alla fine saranno 84 le collezioni incluse in calendario contro i 79 di un anno fa».

 

In totale, il numero delle sfilate passa da 39 a 35 (si inizia questa sera con gli show di Ports1961 e Dsquared2) e toccherà agli emergenti ilcompito di dare contenuto al calendario di questa fashion week dedicata alle collezioni maschili per la  primavera-estate 2017. I brand indipendenti sostenuti da Camera Moda sono l'italiano Sunnei, il malese Moto Guo, il cinese Jun Li, l'australiano Strateas Carlucci.

 

E Capasa fa notare: «Certo, si tratta principalmente di marchi nuovi, quasi degli esordienti, ma questo non può essere considerato un handicap della manifestazione, visto che da tempo si chiede a Milano di aprirsi alle nuove generazioni e ai talenti internazionali. Sta accadendo esattamente questo, senza dimenticare che i grandi nomi come Gucci, Prada e Giorgio Armani, che chiuderà la settimana con la sua sfilata, non hanno mai messo in discussione la loro partecipazione».

 

Tra le novità della fashion week il presidente di Cnmi ricorda anche il Men's Hub un temporary showroom che sarà un’occasione per molti brand emergenti maschili per avere visibilità. «Lo realizzeremo all’interno di Base Milano, il nuovo polo culturale e creativo nell’ex Area Ansaldo, che opisterà anche una sala sfilate. E poi chiuderemo la fashion week con Crafting the Future of Fashion, un incontro per interrogarci sui temi al centro del futuro della moda: calendari, sostenibilità, giovani e digital». 

 

Il testo integrale dell'intervista è pubblicato su Fashion, datato 14 giugno 2016 e con due temi forti: Pitti Uomo e Milano Moda Uomo.

 

 

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