Milano Moda Uomo

I “buyers’ award”: tra Prada, Dolce&Gabbana e Fendi spunta Palm Angels

Un calendario «corto, ma intenso» dicono i buyer intervistati daFashion. In diversi hanno sentito la mancanza di Gucci anche se Prada, con uno show definito da molti «strepitoso», ha conquistato la scena. Applausi pure per Fendi, Dolce&Gabbana e Dsquared2. Promosso il nuovo corso di Ermenegildo Zegna firmato Alessandro Sartori. Tra i brand giovani, protagonista Palm Angels (nella foto), con il suo primo show milanese.

 

Un’edizione di Milano Moda Uomo a detta dei compratori italiani e stranieri «concentrata» dove non sono mancate feste - in primis quelle di Dolce&Gabbana e di Dsquared2 - e inaugurazioni di negozi: Lardini in via Gesù e Philipp Plein in corso Venezia.

 

Valide nel complesso le propose maschili in pedana secondo i retailer, che riflettono non solo i forti cambiamenti in atto nel mercato, ma anche le preoccupazioni politico-sociali internazionali.

 

 «I tanti outerwear pesanti e voluminosi visti sulle passerelle non sembra debbano riparare solo dal freddo e forse esemplificano anche la forte ondata di protezionismo che si respira in varie parti del mondo» commenta Ken Downing, fashion director dei department store americani Neiman Marcus, che segnala tra le sue top collection Prada, DSquared2, Fendi, Brunello Cucinelli, Canali e Palm Angels.

 

In base alle testimonianze dei compratori, la moda per il prossimo inverno, che non può più prescindere dal comfort, strizza l’occhio al luxury sportswear ispirato in alcuni casi agli sport estremi, al formalwear rivisitato e anche a mood più “fluidi” - che tendono a rispecchiare il poliedrico modo di vestire dei giovani - che vanno dal “glunge” (grunge-glamour) al “geeky” (a grandi linee lo stile dei nostri nerd) fino allo  streetwear evoluto e a volte “aggressivo”.

 

Come le tendenze, anche la manifestazione stessa, dice Mario Dell’Oglio, presidente di Camera Buyer, «si è  mostrata reattiva e focalizzata sulle possibilità di rinnovamento rispetto al tradizionale canale di comunicazione delle fashion week».

 

«I cambiamenti sono sotto gli occhi di tutti - aggiunge Dell’Oglio - dalle assenze di Gucci e Bottega Veneta che faranno una sola sfilata per la donna, a Dsquared2che invece ha unificato le proposte adesso nell’uomo, a tanti brand che comunque hanno abbinato alle uscite maschili quelle femminili. In questo contesto così in trasformazione si è creato più spazio per i brand emergenti».

 

Prada, Fendi e Palm Angels sono i best show di Dell’Oglio, che giudica «bella e interessante» l’iniziativa di Camera Moda e Giorgio Armani riguardo alla sfilata della “Nuova Generazione di Designer” con i marchi Yoshiokubo, Motoguo e Consistence.

 

Tra i top brand, Miuccia Prada ha di nuovo vinto il “buyers’ award per la creatività”, con una collezione che lei stessa ha definito «all’opposto delle precedenti, più semplice, umana, modesta, per combattere la violenza che ci circonda» e che i buyer hanno apprezzato. «Bravissima. Concettualmente incredibile» commenta Beppe Angiolini di Sugar ad Arezzo e presidente onorario di Camera Buyer.

 

«Rispecchia esattamente il mood più attuale che amo definire “geeky” – spiega Hirofumi Kurino, co- fondatore e creative advisor di United Arrow in Giappone -  all’insegna del comfort, del relax, non sexy e neppure shining, con maglioni tipo fatti a mano all’insegna del “grand mother feeeling”, molto velluto mille coste e tanta pelle».

 

«Prada è la collezione numero uno di Milano» commenta Eric Jennings, fashion director di Saks Fifth Avenue, che segnala anche Fendi, Ermenegildo Zegna, Giorgio Armani, Palm Angels e Marcelo Burlon tra le sue collezioni preferite.

 

Dolce&Gabbana conquista  il “buyers’ award” per l’evento più “connesso” con i social media e gli influencer. «Una collezione ideale per i giovani, per i Millennials: tutti si possono riconoscere nei look internazionali, che vanno dallo sportswear al formalwear, fino a smoking, tight e frac, declinati da Domenico Dolce  e Stefano Gabbana nel loro stile inconfondibile» commenta Salvatore Parisi di Paris a Taormina.

 

«Tra l’altro - aggiunge Marco Cateni di Divo a Santa Maria a Monte (Pi) e Pontedera (Pi) - il fatto di aver fatto sfilare non i modelli, ma ragazzi e ragazze normali ha dato un messaggio di concretezza».

 

Orientata al digitale pure Fendi, a cui spetta il riconoscimento per il lusso declinato in modo giovane e internazionale. «Per i Millennials, per i techno-viaggiatori, per un pubblico attento: una collezione d’impatto, con un indiscusso appeal commerciale, in special modo tutti gli accessori particolarmente identificabili, grazie al logo» commenta Vinicio Ravagnani di Vinicio a Legnano (Mi), Novara, Arona (No) e Genova, che ha trovato «stupenda» Dolce&Gabbana.

 

A Palm Angels l’oscar per lo show più di ricerca, uno streetwear evoluto e “aggressivo” che ha fatto brillare gli occhi ai compratori. «Super innovativa, molto onirica e con influenze dal mondo dello skate» dice Maurizio Purificato di Antonia e Excelsior Milano nel capoluogo lombardo. «Decisamente nuova, fuori da tutti gli schemi» aggiunge Alberto Ferrante di Eraldo a Ceggia (Ve).

 

L’articolo completo sul parere dei buyer sarà pubblicato sul numero 3/2017 di Fashion in uscita il primo febbraio.

 

 

 

 

 

 

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