Nuovi progetti

La nuova fase di Blumarine parte dalla collaborazione con Salvatore Piccione

Per la prima volta in 40 anni di storia il brand Blumarine lancia la sua prima collaborazione con uno stilista esterno. E lo fa con una capsule collection realizzata a quattro mani dalla fondatrice del brand Anna Molinari e dallo stilista Salvatore Piccione.

 

«Dal nostro ufficio stile - racconta Gianguido Tarabini, amministratore unico del gruppo Blufin a cui il marchio fa capo - sono transitati nel tempo giovani stilisti di assoluto talento come Walter Albini, Franco Moschino, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, ma mai prima d'ora un designer aveva avuto tanta autonomia nello sviluppo creativo di una collezione da poterla firmare».

 

Il nome di Salvatore Piccione, infatti, comparirà sulle etichette di tutti i capi della nuova collezione, battezzata "We are in love with Salvatore Piccione", che comprende un centinaio di pezzi e sarà presentata ai buyer a partire dal 24 maggio, per arrivare nei negozi a novembre.

 

«In realtà - spiega Tarabini - per Blumarine questa capsule è di fatto l'alternativa alle pre-collezioni. Per questo abbiamo previsto un'ampia offerta commerciale. Questo nuovo progetto si inserisce perfettamente nella nuova strategia retail della griffe, che punta a consolidare i mercati in cui il brand è già forte, come Europa e Russia, e a creare nuovi sbocchi commerciali».

 

Tra i nuovi mercati di riferimento per Blumarine spiccano gli Usa, dove Tarabini ha intenzione di volare presto per portare avanti delle trattative per aperture di nuovi store in franchising. Il focus sugli Stati Uniti potrebbe anche spingere il gruppo a organizzare un evento Blumarine durante la prossima fashion week di New York: «Sono in corso delle valutazioni - precisa Tarabini - ma è ancora presto per parlarne».

 

Le aspettative intorno al nuovo progetto, che non si limiterà a una sola stagione, sono alte e se la capsule otterrà il riscontro commerciale atteso la collaborazione Blumarine e Salvatore Piccione non potrà che potenziarsi. «Per il momento i presupposti sono ottimi - prosegue Tarabini -. Tra Salvatore e tutto il nostro team creativo, mia madre in testa, si è creato una grande sintonia».

 

Sul piano commerciale la capsule non dovrà soltanto incrementare le vendite degli oltre 40 monomarca Blumarine (gli ultimi opening sono recentissimi e riguardano Porto Cervo e Mosca, mentre a breve sarà inaugurato uno store a Teheran) e dei circa 400 multimarca che compongono il network wholesale, ma anche favorire il rinnovamento della clientela.

 

«Con Salvatore - conclude Tarabini - puntiamo a un target più giovane. Sono molto ottimista, sento un'energia positiva intorno al nostro marchio e a tutto il made in Italy. Il 2018 sarà un anno stabile, che chiuderemo in linea con quello precedente, a quota 70 milioni di euro di fatturato circa. Ma è dal 2019 che ci attendiamo l'exploit».

 

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