PITTI UOMO

Lucio Vanotti sfila alla Dogana con la sua moda intimista e apre il capitale a Lch

Lucio Vanotti, tra i talenti di Pitti Italics, torna sotto i riflettori di Pitti Uomo e alla Dogana svela la collezione maschile per l'autunno-inverno 2017/2018: un classico che dialoga con l'homewear e che azzera le distanze tra sfera pubblica e domestica, giocando per sottrazione. Pronti nuovi progetti, grazie all'entrata nel capitale di Lch-Luxury creative holding.


 
Dopo aver optato, il giugno scorso, per un dialogo tra uomo e donna, portando a Firenze anche il womenswear, questa volta lo stilista bergamasco si è concentrato solo sul coté maschile e per lo show alla Dogana ha preparato una rilettura del leisurewear in chiave "riduzionista": cappotti che riecheggiano vestaglie e accappatoi, blazer avvolgenti come pesanti coperte, abiti formali che si trasformano in comode tute.



Le giacche si liberano in pannelli definiti da cimose, le camicie e le maglie a costa inglese sono chiuse da zip gymwear-oriented, le scarpe in neoprene simulano i calzini. Non ci sono regole da osservare, né costrizioni. La figura è fluida, le linee si sciolgono intorno al corpo e assorbono l'autenticità e la rilassatezza primordiali della casa.



Un'estetica pura, intimista, che acquista densità attingendo alla dimensione privata, grazie a pezzi "liquidi", che avvolgono la silhouette con naturalezza.

 

 

Il designer si prepara a nuovi sviluppi, grazie all'entrata nel capitale di Lch, una holding nata nel 2016 in Italia ma partecipata da un team di operatori worldwide (tra cui Hadi Kalawadh), che si è aggiudicata il 40% e ha investito oltre un milione di euro per far crescere la label sui mercati internazionali.

 

stats