Parigi Fashion Week

La quintessenza dello spirito francese secondo Louis Vuitton

Chiusura in bellezza per la Fashion Week con lo show di Louis Vuitton secondo il Ghesquière pensiero. In passerella un distillato della femminilità e dell'eleganza francese, senza ridondanze, senza nostalgia per il passato o proiezioni in un futuro troppo lontano e concettuale. Vince lo stile, si impone il savoir faire della maison.

 

Ambientata nella Cour Lefuel, un cortile interno del Louvre non accessibile ai visitatori costruito a metà Ottocento, dove è stata montata un'avveniristica passerella, la sfilata è stata applaudita da un parterre di super ospiti, tra cui Emma Stone, Michelle Williams, Jennifer Connelly, Léa Seydoux, Sienna Miller, Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Adèle Exarchopoulos.

 

In pedana una donna concreta, reale, calata nel suo tempo, che in nome della misura rifugge dalle esasperazioni, scegliendo uno stile pulito, senza sovrapposizioni o stratificazioni: «Un viaggio nel tempo in un dialogo tra Oriente e Occidente» come lo ha definito Nicolas Ghesquière, tornato per il prossimo inverno ai fondamentali del guardaroba femminile (tailleur, gonna e abito), rivisti secondo la sua estetica moderna.

 

Per il tailleur lo stilista ha scelto gonne dritte al ginocchio abbinate a giacchine corte in vita, movimentate da applicazioni e passamanerie nei toni dell'oro e dell'argento, indossate sul top bianco in pelle da cui parte una cascata di frange.

 

Le gonne a matita scelgono tessuti maschili come il tweed, il principe di galles o il pied-de-poule per incontrare le blusa dalle spalle importanti, oppure si illuminano dell'oro della passamaneria che forma motivi a losanghe. Le versioni in pelle nera, più grintosa, si abbinano alla blusa gialla con sovrapposizioni di volant o, in alternativa, al chiodo, mentre i modelli plissé, più romantici, si indossano sotto il montone o con il top smanicato stretto in vita da lacci, a mo' di bustier.

 

Spalle importanti, grazie a sovrapposizioni di volant e alla sapiente costruzione, anche per gli abiti: essenziali, fluidi, mai scontati. Per la sera i modelli in oro o in nero tutto un luccichio si caratterizzano grazie alle nervature sulla gonna e ai morbidi drappeggi sul seno, con il colletto di foggia maschile che crea un riuscito contrasto.

 

Dettagli dorati e corpetti stretti da cinghie sono echi del passato che riportano indietro al Settecento, alla Corte di Versailles, quando la moda era costrizione e costruzione. Niente a che vedere con la scioltezza e la sobrietà di Ghesquière, che in un equilibrato di rimandi tra il futuro e il passato disegna la sua donna libera, femminile e powerful al tempo stesso.

 

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