Paris Fashion Week

Moda senza frontiere per la sfilata-show di Louis Vuitton

In un momento in cui qualcuno progetta di alzare muri, la sfilata di Louis Vuitton è un'esortazione a superare il concetto di frontiere, in nome di un nomadismo stilistico che non è solo un viaggio geografico tra gli stili, ma pura contaminazione di stilemi. Uno show suggestivo, all'interno del Museo del Louvre.

 

Nella spettacolare Court Marly, tra le sculture dei più grandi artisti del XVII e XVIII secolo, Nicolas Ghesquière ha ambientato un défilé caratterizzato dalla sapiente scansione delle uscite e da un gioco di luci che ha permesso ai capi di dare il meglio di sé. L'ultimo appuntamento della fashion week parigina, ma anche quello che chiude il fashion month, iniziato a Los Angeles lo scorso 8 febbraio, con lo show di Tommy Hilfiger.

 

Un racconto a più voci, in cui la narrazione procede attraverso un sapiente mix di spunti, anche contrastanti, che la regia di Ghesquière armonizza in un unicum chiaro e coerente.

 

Nell'intreccio di scalinate che percorrono la Court Marly incede una donna raffinata ma rigorosa, che gioca a sorprendere abbinando silhouette geometriche a forme astratte, maschile e femminile, pellicce e materiali high tech, sportswear ed echi folk.

 

L'armonia dei contrasti è evidente fin dalle prime uscite, con lo spolverino rigoroso in pelle nera sull'abito in raso giallo acceso, il giubbino in pelle used tutto borchie sul pantalone di taglio classico, il vestito sottoveste color acquamarina con stivaloni bicolor e borsa color tabacco sfoggiata a guisa di pochette.

 

Un gioco di rimandi continuo da cui scaturisce il ritratto di una donna amante della comodità, garantita da scarpe con la punta quadrata, stivaloni bicolore e ankle boot. Che di giorno opta per la praticità di blouson in pelliccia, cappotti stretti in vita o chiodi grintosi in pelle nera.

 

Una fanciulla ipermoderna che non disdegna le incursioni in ambito tecnologico, con gli abitini scozzesi in latex o i pantaloni luminescenti di foggia maschile e che non teme di osare, accorciando l'orlo della gonna a palloncino.

 

Niente lungo anche per la sera, dove prevale la leggerezza degli abiti con ruche e frange intarsiati e ricamati, con accenni folk, e il tepore di mantelle in pelo che accarezzano le spalle.

 

A completare i look, naturalmente, le borse: una variegata costellazione di modelli in cui convivono forme piccole e rigide con bauletti, sacche e clutch che rileggono le icone della maison, filtrate dalla sensibilità creativa di Ghesquière.

 

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