Pitti Bimbo

Zero&Company: «Con Ice Iceberg puntiamo sul lusso e sull’estero»

Spinta sul segmento lusso e sull’apertura di negozi all’estero e in Italia, ampliamento del portafoglio licenze e un occhio al potenziamento delle collezioni. Sono queste le linee guida del piano strategicoZero&Company, la società di Terlizzi (Bari) che già realizza su licenza le collezioni junior di Cesare Paciotti, Carlo Pignatelli e Siviglia e che a questa edizione di Pitti Bimbo si presenta con tre new deal: Relish, Boy London e soprattutto Ice Iceberg.

 

«Il nostro obiettivo - racconta Pasquale Vendola, amministratore unico del gruppo del childrenswear - è affermarci come polo della moda premium, intraprendendo un percorso di internazionalizzazione che ora, grazie alla presenza di un brand noto come Ice Iceberg in portafoglio si annuncia più semplice».

 

Per il marchio junior di casa Gilmar Zero&Company ha realizzato una collezione composta da circa 250 pezzi per bambino e bambina da 1 a 16 anni, con un focus particolare sulla linea girl, al centro di un piano di rilancio (nella foto lo stand di Pitti Bimbo). «All’interno del mercato kidswear - spiega Donald Mulazzani, sales & marketing director di Gilmar - la linea per la ragazzina è trainante. Abbiamo deciso di rilanciarla visto anche il successo che sta avendo la nostra donna».

 

In seguito all’intesa con il gruppo di San Giovanni Marignano, Zero & Company punta a vedere rafforzata la propria piattaforma distributiva internazionale. «Con Ice Iceberg ci rivolgiamo a mercati come l’Est Europa, il Medio Oriente e la Cina. Si tratta di un marchio molto conosciuto fuori dall’Italia: contiamo di aumentare la percentuale delle esportazioni dell’intera azienda», dice Pasquale Vendola.

 

Il gruppo può contare su un fatturato di 16,5 milioni di euro, destinato a salire a quota 21 milioni entro tre anni, complice il lancio dei nuovi progetti. L’ampliamento del portafoglio licenze punta inoltre a dare benzina al progetto retail: «Abbiamo 17 punti vendita Zero+ che diventeranno 30 nei prossimi tre anni. Questa è la nostra sfida più grande», conclude Vendola.

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