Pitti Uomo

Panel di Isko: nel futuro del denim il mantra è "innovazione responsabile"

Il futuro del denim e le nuove frontiere per il jeans: se ne è discusso a Pitti Uomo, in occasione dell'incontro promosso da Isko, il colosso del denim turco, che ha debuttato al salone fiorentino con un grande spazio nella Sala delle Grotte. Innovazione responsabile: questa la strada a doppia corsia indicata dagli esperti intervenuti.

 

Presenti per l'occasione protagonisti dell'universo del denim come il guru delle tele indigo François Girbaud, Marco Lucietti, global marketing director di Sanko/Isko Division, Sara Maino, direttore di Vogue Talents e senior editor di Vogue Italia, Lello Caldarelli, presidente e direttore creativo di Antony Morato, Philipp Skal, global head of sustainable branding solutions di Avery Dennison, produttore di etichette e soluzioni per il packaging.  Moderatrice dell'incontro Maria Cristina Pavarini, senior editor di Sportswear International.

 

Accorato il messaggio lanciato da François Girbaud a questo proposito. « Dicono tutti che ci sono nuove idee nel denim ma io non ne vedo, soprattutto se parliamo di produzione. Esistono i macchinari per produrre in maniera pulita ma nessuno vuole cambiare niente. Abbiamo fatto tanti errori in questo tempo, abbiamo distrutto il pianeta. Ma ora è tempo di aprire la mente alle nuove generazioni. Di decidere se vogliamo usare l'acqua per produrre cibo oppure per produrre jeans destroyed». Dobbiamo farlo ora, ora, ora», ha ripetuto più volte».

 

Sara Maino ha parlato dell'importanza di riscoprire i concetti di materia e di artigianalità: «La società cambia, ciò significa che anche il denim deve cambiare. I designer che vogliono innovare in questo settore devono capire l'importanza di raccontare una storia, sapere eprimere le loro visioni personali con consapevolezza, puntare sulla qualità. Oggi tutti copiano mentre il passato dovrebbe essere solo lo spunto per proiettarsi nel futuro con nuove idee».

 

Marco Lucietti ha elencato le linee guida del futuro per un ingredient brand come Isko: innovazione responsabile,  wearable technologies, a partire dalle materie prime, e individuazione di nuove applicazioni per il denim. «Abbiamo esplorato i territori dello sportswear e l'universo classico, facendo esperimenti con la lana - ha spiegato -. Il segreto è capire i desideri inespressi dei consumatori».

 

Per Lello Caldarelli di Antony Morato innovazione vuol dire agire a livello di styling: « Oggi è difficile essere innovativi in senso assoluto. Sono importanti le combinazioni, i dettagli. È fondamentale individuare nuovi modi di usare le cose»

 

Un'indicazione concreta è quella fornita da Philipp Skal: «La generazione del futuro deve capire che oggi i grandi volumi si fanno con la fast fashion. Molti stilisti sono creativi ma il loro messaggio è rivolto a un target limitato». In ogni caso, ha concluso, «per me denim è divertimento. E quando mi dicono dal reparto di ricerca e sviluppo che una cosa è impossibile da realizzare, allora è la volta che capisco che c'è futuro».

 

Guardare al futuro significa anche tenere presenti le parole di Marco Lucietti: «Oggi è difficile trovare talenti emergenti in grado di sviluppare cose creative e vendibili al tempo stesso. Il nostro compito è proprio quello di insegnare l'importanza di queste due cose messe insieme».

 

Un obiettivo che Isko punta a centrare con il suo concorso Isko-I-School: un'iniziativa alla terza edizione, che vede la partecipazione di creativi delle scuole di moda al top nel mondo, in gara per proporre la migliore soluzione creativa e il miglior progetto di marketing. La premiazione è in calendario il 15 luglio, in occasione di un evento a Villa Corner della Regina, a Treviso.

 

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