Premiazioni

New York: il duo Teatum Jones conquista la giuria del Woolmark Prize

Il duo britannico Catherine Teatum e Rob Jones, in arte Teatum Jones, ha messo d'accordo i giurati del Woolmark Prize, conquistati da una collezione frutto di una ricerca senza confini: dall'Irlanda alla Francia, fino all'Italia.

 

I due designer si sono imposti sugli altri cinque finalisti, in rappresentanza di altrettante aree del mondo: J Koo per l'Asia, Bianca Spender per l'Australia, Nanna Van Blaaderen per l'Europa, Taller Marmo per India, Pakistan e Middle East e Tanya Taylor per gli Stati Uniti.

 

L'award è stato conferito da una giuria risuonante di nomi noti del fashion. C'eranoAndré Leon Talley, fashion autor, editor e consultant, Imran Amed e Tim Blanks, rispettivamente fondatore e direttore e editor at large di Business of Fashion, Stefano Tonchi, direttore di W Magazine.

 

L'elenco prosegue con Julie Gilhart, consulente moda e mentore dell'International Woolmark Prize, Thakoon Panichgul, direttore creativo di Thakoon, Colette Garnsey, director di Australian Wool Innovation e Stuart McCullough managing director di The Woolmark Company.

 

L'ispirazione dei Teatum Jones nasce da Foxford Woolen Mills, azienda irlandese nata nel 1892, specializzata nella realizzazione di coperte, dove si sono fatti realizzare degli esemplari dall'allure moderna con motivi geometrici.

 

Poi è stata la volta della Francia, dove sono riusciti a convincere un'azienda specializzata nella lavorazione di pizzi a utilizzare la lana per le loro creazioni.

 

In Italia, infine, hanno sviluppato una lana stretch molto simile a una tuta subacquea, sulla quale hanno ricamato un pizzo di lana merino, creando un tessuto con una performance simile a un abito sartoriale.

 

«Ho molto amato l'originalità del loro mood, come è stato sviluppato e il romanticismo degli abiti - ha dichiarato André Leon Talley -. La loro ricerca è nata dall'origine dei materiali e sono sicuro che i consumatori apprezzeranno il loro racconto».

 

«Hanno colto la sfida di usare la lana in modo innovativo - è il parere di Thakoon Panichgul -. Hanno mostrato le qualità artigianali della fibra attraverso l'utilizzo di pizzi, del color blocking e di una lana reversibile dalle qualità tridimensionali».

 

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