REPORTAGE DALLE SFILATE

Milano Moda Uomo: il nuovo che avanza e gli show dei big

 

Da Iceberg (nella foto), il nuovo direttore creativo del menswear Federico Curradi fa sfilare un'estetica di piccoli particolari come la zip sulla spalla, oppure una linea dritta e breve che si profila sulla manica della maglia, sul torace o diventa ideale nastratura di giubbotti e caban. É buona la prima di Gaia Trussardi, che lavora pelle e suede anche sulle canotte indaco e sulla tuta, accompagnata dalla giacca ton sur ton.

 

Ancora un debutto, stavolta doppio: è la prima volta che Andrea Pompilio sfila a Milano ed è la prima volta che il teatro di Giorgio Armani si apre a un giovane stilista e ai suoi geo-print bicolori, per lei e per lui, come le classiche derby ai piedi dei modelli.

 

Un tema tipicamente vacanziero è il viaggio. Va per mare l'uomo di Andrea Incontri, la cui collezione ha due motivi forti: le righe e la corda da marinaio. Le prime si espandono e si restringono a seconda che siano verticali o orizzontali, la seconda lega alla vita le tasche porta tutto, oppure diventa coulisse di spolverini e cerate anti pioggia.

 

Rimanendo in tema marinaro, stupisce Jil Sander con l'inedito accostamento del bianco ai toni del salmone e dell'aragosta stampati a ghirigori, e sorprende anche per i bermuda a trapezio, che assomigliano pericolosamente a una gonna-pantalone.

 

Valica i confini delle Alpi e della nostra storia Vivienne Westwood, per approdare in India a cercare Pasqualino Marajà, come cantava Domenico Modugno, in un trionfo di decori da maioliche su caftani lunghi e brevi, interrotti da stampe madras e completati da infradito in silicone sorbetto.

 

Invece da Missoni è l'Africa a tenere banco, soprattutto nei capispalla in tessuto vulcanizzato con dettagli di maglia, creati in partnership con Hancock of Scotland, mentre la giacca in denim e il jeans cinque tasche sono nati dalla collaborazione di Jean Machine, cosìcome la camiceria artigianale èfrutto della liaison con Finamore di Napoli.

 

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