REPORTAGE DALLE SFILATE

Milano Moda Uomo: un tè nel deserto con Fendi e il Messico e nuvole di Etro

 

Dalle atmosfere desertificate di Fendi (nella foto) si passa al Messico di Etro, mentre Roccobarocco si avvicina all'India rivista in chiave galante e Daks alle spiagge della Costa Azzurra. Invece Moncler Gamme Bleu sceglie il prato per una partita a cricket e Umit Benan fa indossare la maschera ai modelli.

 

La passerella ricoperta di sabbia ocra scelta da Fendi fa pensare di primo acchito a un'attitudine esotica, ma il passaggio dei modelli riporta a una realtà fatta di giubbotti/camicie in tessuto gommato, spolverini high-tech e completi bicolore - beninteso, non gli abiti classici, bensì i coordinati bomber e pantalone -, con T-shirt in contrasto. Squillante la palette cromatica, con accesi toni di blu, giallo e marrone.

 

Ancora il deserto come protagonista, però da Etro l’ispirazione messicana sembra quasi un pretesto per mettere in risalto la maestria di certe lavorazioni a intarsio, come succede con l’abito a tre pezzi e come avviene anche per il paisley tipico della label, stavolta marchiato a fuoco sulle camicie e sulle giacche di pelle invecchiata.

 

Dall’altra parte del mondo Roccobarocco si avvicina all’India coloniale di fine Ottocento e abbina la stampa cashmere dei pantaloni alle maglie colorate, il Principe di Galles al print cocco delle camicie. Basta una mezza maschera baffuta con tanto di fez - un rimando all' "Efendi", "signore" in turco, oltre a una riflessione sul tema dell'identità personale e collettiva - per entrare nel sultanato di Umit Benan, dove passeggiano modelli in caftano e giacca finestrata o con indosso lunghi spolverini rigati.

 

A tematica british anche la sfilata/ partita di cricket messa in scena da Moncler Gamme Bleu, sotto l’attenta regia di Thom Browne, che imbottisce, irrigidisce e stratifica i suoi modelli-giocatori. A proposito di Moncler, da segnalare l'apertura del flagship di 350 metri quadri (di cui 240 dedicati alla vendita) in via Montenapoleone 1, che si aggiunge alla boutique di via Spiga 7: uno spazio che, oltre a ospitare le proposte uomo e donna del brand e le linee Moncler Gamme Rouge, Moncler Gamme Bleu e Moncler Grenoble, da luglio presenterà i modelli di Moncler Enfant.

 

Ci si sposta di pochi anni e molti chilometri per approdare sulle spiagge di Deauville, negli anni ’30. Qui Daks, pur rimanendo inglese fino al midollo, immagina il suo gentiluomo in doppiopetto di piquet bianco passeggiare sulla battigia, oppure sfilare con lo smoking realizzato in candida spugna. Altrettanto elegante è il viaggiatore di Canali, con le sue giacche a righe, declinate in diverse cromie.

 

Spostando ulteriormente latitudini e attitudini, la moda di Calvin Klein Collection, disegnata da Italo Zucchelli, appare come una finestra su mondi paralleli, complici i riquadri neri che spuntano in mezzo alle T-shirt con paesaggi digitalizzati. Altrettanto futurista è la visione estetica di Neil Barrett, con maglie, giubbotti e camicie a riquadri pixelati o con ondivaghi frammenti di stampe.

 

Mentre sul catwalk di Les Hommes fioriscono gigli, su quello di John Varvatos spuntano livree rockettare, ingallonate e con le code. 

 

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