RESORT 2019

Max Mara: l'arte amata da Maramotti si fa abito contemporaneo

Le opere d'arte della Collezione Maramotti hanno fatto da cornice e da fonte d'ispirazione alla sfilata Resort 2019 di Max Mara, che alle location esotiche ha preferito Reggio Emilia, fulcro del suo heritage e della sua attività.

 

Si è chiuso ieri sera (4 giugno) il cruise month, con l'Italia come ultima tappa, dopo aver toccato New York con Prada e molte località francesi con griffe come Gucci, Louis Vuitton, Dior, Chanel e Philipp Plein.

 

In passerella nell'edificio di via Fratelli Cervi, che ora ospita la Collezione Maramotti ma che fu la prima sede aziendale negli anni Sessanta, quella che i portavoce del brand hanno definito «l'innovazione che rispetta la storia» e che esprime la cultura della moda del nostro Paese.

 

Cultura che si intreccia con l'arte, una passione del fondatore di Max Mara che ora si ritrova negli abiti, studiati pensando a Burri, Fontana, Manzoni, Novelli, Calzolari e Anselmo, solo per citare alcuni artisti che hanno fuso nelle loro opere poesia e matericità.

 

Sondando i concetti di tattilità, autenticità e destrutturazione, i capi optano per tonalità neutre - dall'écru al bianco zinco, fino al grigio cemento e juta - con pennellate notturne e intense di blu e grigio carbone, fino a sconfinare nel blu oltremare, nel giallo limone, nel verde veronese.

 

Emblematico dello stile di questa Resort l'abito di alta sartoria, in una mischia di cammello e seta, realizzato in una sfumatura che ricorda le tele grezze.

 

Importante il ruolo delle texture: i patchwork e plissé increspati evocano Achrome di Manzoni, mentre le ruche scultoree si rifanno a Ferro di Burri.

 

Cordoncini sinuosi, nodi e trecce riportano alle suggestioni dell'arte povera e, in particolare, a Torsione di Anselmo.

 

In omaggio a Twombly, Novelli e Kounellis, affascinati dal potere dei caratteri di stampa, le lettere diventano motivi grafici sinuosi e stampe calligrafiche.

 

Come sempre in primo piano l'outerwear, dai nuovi double face in puro cammello, con volumi ispirati alle cappe, ai cappotti reversibili, in cashmere da un lato e nylon dall'altro.

 

Un esercizio di virtuosismo è il coat di taglio maschile realizzato in organza di seta con imbottitura in cammello. Anche in questo caso il punto di riferimento è un capolavoro artistico, la tela delicatamente stratificata di Sacco e Rosso di Burri.

 

Ad applaudire lo show addetti ai lavori di ogni generazione, compresi gli influencer Bryan Boy, Shini Park (fondatrice di Park & Cube), Molly Chiang, Aimee Song, Tamu McPherson ed Eleonora Carisi.

 

A seguire un party presso il jazz club The Craftman, sulle note live della cantante Denise Den e delle musiche selezionate da Johnny Dynell, autore anche della colonna sonora del fashion show.

 

a.b.
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