SFILATE

La donna di sera di Valentino

Non esce mai durante il giorno, la donna che indossa l’alta moda di Valentino, sotto i riflettori ieri a Parigi. Però la sera è sfolgorante in un blu notte a tratti vellutato, a volte iridescente. Preferisce linee severe e semplici, confortate da ramage dipinti e ricamati a mano, che ricordano gli erbari miniati.

 

Sono all’incirca 40 le sarte che nell’atelier romano della maison in piazza Mignanelli si occupano esclusivamente delle creazioni di haute couture. Alla loro perizia e alla raffinata creatività di Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli si devono questi capolavori estetici, che definire abiti sarebbe riduttivo.

 

Quando in passerella scendono delicatissimi plissé soleil, fluttuanti tra le imbrinature di paillette ghiacciate, il richiamo alle atmosfere diafane dei pittori preraffaelliti è immediato. E quando sfilano tuniche in mikado rosato, con cesti di fiori ricamati e grottesche rinascimentali, sembra di rievocare la suprema eleganza di Isabella d’Este, marchesa di Mantova.

 

Perfino il maculato si preordina e s’ingentilisce tra i bagliori dei cristalli e gli accenni di visone, ricordando le fiere tanto amate da Ludovico il Moro.

 

Il rosso s’incupisce quel tanto che basta a renderlo notturno, mentre sul finale avanza ieratica in passerella una modella con un arabesco ritagliato nel blu, che percorre tutta la figura e ricorda la Madonna delle ombre del Beato Angelico. Più che una sfilata, un’ideale percorso artistico tra i capolavori del Rinascimento.

 

 

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