SOSTENIBILITÀ

La Camera lancia un manifesto per la moda responsabile

Non una semplice dichiarazione di intenti, ma un Manifesto della sostenibilità per la moda italiana: in occasione di questa tornata di sfilate, Cnmi scende in campo con un'iniziativa inedita. Articolato in dieci punti, viene presentato stasera con una speciale performance in piazza Duomo (nella foto, il simbolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, che ispira l'evento).

 

Lo show, che rappresenta il primo degli appuntamenti à côté delle passerelle, si avvale del contributo di mille studenti di moda e design, che formano con i propri corpi una figura che ricorda l'8 rovesciato, emblema dell'infinito, e che per Pistoletto è il "Terzo Paradiso", ossia l'armonizzazione tra natura e artificio, rispettivamente il Primo e il Secondo Paradiso.

 

"Tre cerchi che rappresentano un nuovo equilibrio tra gli opposti" commenta l'artista, riferendosi all'eterno dualismo fra etica ed estetica. Il fatto che ora Cnmi dedichi all'argomento addirittura un "decalogo" dimostra quanto un'approfondita riflessione in merito non sia più rimandabile. Rivolto innanzitutto alle imprese associate alla Camera (ma anche, più in generale, ai nomi che tengono alta la bandiera del made in Italy nel mondo), il Manifesto intende essere, come precisa una nota, "uno strumento in grado di guidare le aziende del nostro Paese a cogliere le opportunità offerte da una maggiore attenzione agli aspetti ambientali e sociali, assistendole al tempo stesso per gestire al meglio i rischi di reputazione e operativi".

 

Elaborato con il supporto e la consulenza metodologica di Avanzi Sostenibilità per Azioni, il documento detta alcune leggi fondamentali, relative ad altrettante aree di business: il design ("Disegna prodotti di qualità, che possano durare a lungo e minimizzino gli impatti sugli ecosistemi"), la scelta delle materie prime (che devono avere un elevato valore ambientale e sociale), la lavorazione di queste ultime e i processi produttivi (una voce che comprende sia la selezione dei fornitori, che il rispetto dei diritti dei lavoratori), la distribuzione (compresi il markleting e la vendita), la gestione (tesa al miglioramento continuo delle prestazioni aziendali), il sistema Paese ("Sostieni il territorio e il made in Italy"), l'etica d'impresa ("Integra i valori universali nel tuo marchio"), la trasparenza (che si basa principalmente su una comunicazione limpida con gli stakeholder) e l'educazione (con la diffusione di un nuovo modo di pensare e acquistare presso clienti, dipendenti, consumatori e così via). Il decimo punto riguarda il Manifesto in sé: "Il fatto di sottoscriverlo attiva un percorso virtuoso, finalizzato alla graduale conformità a tutte le azioni proposte".

 

La Lav (Lega Anti Vivisezione) ha commentato positivamente il progetto, ricordando tuttavia che la priorità per le griffe, e non solo, dovrebbe essere l'adozione di una corporate policy fur-free: una sfida davvero difficile, visto che per la maggior parte dei nomi del prêt-à-porter moda significa anche, e in alcuni casi soprattutto, pelliccia.

 

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