Sfilate Uomo a Milano

I big disertano la passerella? Capasa chiama Moto Guo, Jun Li e Sunnei

Dopo tanti nomi in uscita dalle sfilate milanesi maschili di giugno, finalmente si registrano delle new entry nel calendario. Per il momento nessun grande nome "in trasferta" dalle altre fashion week internazionali, ma emergenti come il malese Moto Guo, il cinese Jun Li e gli italiani Sunnei, tutti alla loro prima prova in passerella.

 

Ancora non è stato diffuso il calendario ufficiale di Milano Moda Uomo (18-21 giugno), ma il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana fa il punto sulla prossima edizione della fashion week attraverso un'intervista al Sole24Ore. «Il numero complessivo di sfilate passa da 39 a 36 perché a fronte delle dieci aziende che hanno scelto di non sfilare, ci sono brand che non erano mai andati in passerella e che invece a giugno lo faranno».

 

Il presidente della Cnmi rispedisce al mittente le accuse di un'edizione di Milano Moda Uomo in crisi specie se paragonata a Pitti Uomo (che ha giugno ospita, tra gli altri, Raf Simons, Karl Lagerfeld, Fausto Puglisi) e al quotidiano di Confindustria anticipa: «Avremo nomi nuovi: ad esempio tre brand indipendenti che hanno scelto Milano in quanto vetrina internazionale: il malese Moto Guo, il cinese Jun Li e per l'Italia Sunnei (foto)».

 

«Parliamo sempre della necessità di un ricambio generazionale, della necessità di arricchire Milano con nomi internazionali. È proprio quello che succederà e alla fine, sommando sfilate, eventi e presentazioni, il numero sarà più alto rispetto a gennaio», ha detto Capasa al quotidiano.

 

Il numero uno di Cnmi, non fa drammi neppure per le assenze di nomi simbolo della moda maschile come Zegna e Brioni (a cui vanno aggiunti anche N21, Marras, Corneliani). «Non si tratta - puntualiza - di assenze tout court, ma di cambiamenti nella modalità di mostrare le collezioni, abbandonando, magari anche solo per una stagione, la passerella tradizionale. Sono anni che sento discutere della necessità di ripensare il format stesso della sfilata, in particolare per le collezioni da uomo. Sta accadendo esattamente questo: le aziende e i marchi cercano nuove strade. Ed è un'ottima notizia».

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