Sfilate uomo a parigi

Valentino: la gentilezza è la vera ribellione

L’uomo di Valentino, per la prima volta disegnato da Pierpaolo Piccioli soltanto, che ha sfilato ieri sera a Parigi presso l’Hôtel Particulier d’Iéna, convince per la sua coerenza, il senso della misura e la sicurezza che emana.

 

Lo stilista è partito dal concetto di gentleman, inteso come uomo gentile, e da qui ha costruito un’estetica fatta di impercettibili variazioni dal classico di ascendenza inglese.

 

Appaiono seri, educati e gentili i ragazzi, tutti con il berretto, il papillon sottilissimo e le sneaker - indossate anche sotto lo smoking - che sfilano presentando cappotti, crombie, cappe, bluson, camicie con il plastron e maglioni di shetland. Capi impeccabili, in casentino, lane check, pelle e vernice.

 

Eccenni punk compaiono grazie alla collaborazione con Jemie Reid - l’autore delle copertine dei Sex Pistols - i cui slogan fatti di ritagli diventano il pretesto per intarsi couture, in cui il gusto del lettering è pienamente soddisfatto.

 

Possono sembrare punk anche i colori disturbanti, presi a prestito dalla tavolozza allucinata di Francis Bacon e combinati a istinto ignorando regole e protocolli.

 

Ma punk è soprattutto l’urgenza di essere se stessi, di non conformarsi. Si tratta, tuttavia, di un atteggiamento delicato e poetico e questa è la vera forza della collezione. «Penso che la gentilezza oggi sia la vera ribellione» ha detto infatti Piccioli alla stampa.

 

 

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