Sostenibilità a copenhagen

Isko: «Essere green? Un circolo virtuoso tra aziende e consumatori»

Isko è stata ancora una volta fra i maggiori sostenitori del Copenhagen Fashion Summit, forum dedicato ai metodi di lavorazione responsabile nel mondo della moda. «La sostenibilità non può riguardare solo la produzione ma deve includere il consumatore finale», così il global marketing director, Marco Lucietti, nell'incontro dal titolo "Technology innovations".

 

Sotto i riflettori anche l'iniziativa Isko I-School 2016 Reloaded, che ha visto alla ribalta la presentazione di una selezione di stilisti, concorrenti al Denim Design Award dello scorso anno, i quali hanno portato presentato i loro capi, interpretati con un twist inedito.

 

Proposte rilette in chiave di sostenibilità ambientale, che utilizzano i trattamenti di Tonello e i concept di Isko Earth Fit, la piattaforma green dell'azienda, che ha già ricevuto due importanti riconoscimenti (assegnati per la prima volta a una realtà del denim), il Nordic Swan Ecolabel e lo Eu Ecolabel, per alcuni dei prodotti della piattaforma.

 

All'incontro dal titolo "Technology innovations" (al quale hanno preso parte anche Giulio Bonazzi, chairman e ceo di Aquafil Group, Leonard D. Lane, managing director di Fung Academy, Christopher Hahn, managing director di I:CO e Amit Gautam, executive vice president global business management textiles di Lenzing) Lucietti ha spiegato: «Il rispetto è centrale in tutta la nostra attività. Un rispetto che si estrinseca in tutte le attività intraprese dall’azienda e che passa anche dall’ambiente: l’approccio eco-friendly di Isko infatti è rintracciabile in ogni step della produzione, dal cotone al prodotto finito. Non a caso Isko descrive il proprio lavoro quotidiano come orientato alla responsible innovation, quella spinta che include capacità di rinnovamento e anticipazione delle necessità di stile e di filiera a 360gradi».

 

E ha proseguito: «La sostenibilità non può riguardare solo la produzione, ma deve necessariamente includere anche il consumatore finale. Le abitudini quotidiane dei "wearer"infatti possono sensibilmente rafforzare le politiche green adottate dalle aziende. Il consumo delle risorse idriche, per fare un esempio concreto, non coinvolge solamente chi di fatto realizza capi e tessuti ma anche lo stesso consumatore, che deve però relazionarsi a dei prodotti in grado di supportarne le scelte eco».

 

«Una minore necessità di lavaggio dei capi (pensiamo soprattutto a tutti quei tessuti che vengono inclusi sotto la definizione ombrello easy-care) - ha concluso - può concretamente contribuire a un abbassamento dell’uso dell’acqua!».

 

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