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Hugo Boss rinuncia alla Galleria. Torna in pista Valentino

Alla fine Hugo Boss non entrerà nel "Salotto" dei milanesi. La casa di moda tedesca ha rinunciato allo spazio cielo-terra di 950 metri quadrati in Galleria Vittorio Emanuele II nel capoluogo lombardo.

 

La notizia è stata pubblicata sulle pagine di cronaca locale de Il Corriere della Sera, che sottolinea come il canone di 3 milioni e 401mila euro e 18 anni di concessione pattuiti con l'Amministrazione pubblica non siano più un buon affare per la società.

 

Hugo Boss - si legge sulle pagine del quotidiano - ha comunicato a Palazzo Marino lo scorso mese di agosto la decisione di fare il passo indietro perdendo di conseguenza l’1% della base d’asta a suo tempo depositato: circa 100mila euro.

 

Per Valentino, il secondo arrivato nella gara per i locali attualmente occupati dal Bar Sì e dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che si liberanno a dicembre, si apre così la possibilità di fare il suoo ingresso nel Salotto della città.

 

Sempre secondo quanto riferito dal Corsera, l’amministrazione ha già inviato a Valentino la comunicazione della possibilità di subentrare e in caso di mancato interesse si scorrerà la graduatoria dove spicca, tra gli altri, il nome di Salvatore Ferragamo.

 

Se nessuna delle aziende che avevano preso parte alla gara l'anno scorso si dimostrasse interessata ai cinque piani in Galleria, sarà necessario per il Comune lanciare un nuovo bando.

 

Hugo Boss si era aggiudicata i locali nel settembre 2015. Un cielo-terra con tre vetrine per un grande progetto, che prevedeva anche una galleria d’arte e un belvedere sull’Ottagono.

 

Dietro la scelta di rinunciare ci sarebbe «il mutamento del contesto macro-economico e del comportamento dei consumatori».

 

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