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Da Gucci sfila il guardaroba formale, dall’Emporio il dualismo cromatico

La sobrietà di Gucci (nella foto), il bicolore dell’Emporio, l’istrionismo materico di Cavalli, le tecno strutture di Moncler e Bikkembergs.

 

Dall’Emporio Armani esce una teoria di bicolori beige e blu notte, ed è su quest’ultima nuance che lo stilista focalizza il lavoro di precisione con macro pied-de-poule tono su tono o nervature rombiche laserizzate. Il dualismo cromatico si sviluppa fino alla sera, quando alla riverenza di un’impeccabile giacca da smoking si contrappone l’irriverenza di un pantalone fiammato di rosso. Anche Neil Barrett contrasta il chiaro e lo scuro, interrompendo la serialità del marrone con inserti in black leather.

 

Roberto Cavalli destruttura e ristruttura qualsiasi squama rettile gli capiti a tiro, facendo spuntare il coccodrillo nel sottomanica della giacca apparentemente iper-formale. Il gioco stilistico del designer continua nel rendere accessibile lo smoking, con un print jacquard sopra e sotto, per ribaltare i punti. Di vista. Invece l’uomo di Frida Giannini per Gucci è un insieme di capisaldi del guardaroba maschile, quasi un decalogo del ben vestire all’italiana. A cominciare dai morbidissimi pull per poi passare all’impeccabile check azzurrato dell’abito. Per finire con i cappotti scolpiti nella lana e con i tuxedo con stampe fiorate in bianco e nero.

 

Tecno cappa candida matelassé da Moncler Gamme Bleu, però l’interno a check azzurri si rivela nei lembi rivoltati verso l’alto. Invece da Dirk Bikkembergs si opta per un plaid double panno/piumino, drappeggiato addosso come un mantello. L’insolito accostamento prosegue anche nell’outfit che alterna la formalità della giacca alla praticità dei pantaloni da sci imbottiti. Di tutt’altra natura il tecnicismo di John Richmond, che decora over e abiti con patch simil nastro adesivo; lo stilista rivede in chiave spaziale anche il classico dolcevita, allungandolo ben oltre il ginocchio e corredandolo di una lunga zip.

 

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