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Fashion Research Italy: il sogno di Masotti ora è realtà

Scatta l'ora x per  il grand opening della Fondazione Fashion Research Italy di Bologna, un progetto unico nel suo genere che fa capo all'imprenditore Alberto Masotti. Due i momenti clou di domani, 21 ottobre, giorno di apertura: la mattina un convegno sulla Moda 4.0 e, la sera, un cocktail preceduto da visite guidate.

 

Il polo didattico, espositivo e archivistico no-profit dedicato all'innovazione e alla valorizzazione dell'heritage del settore moda vede dunque la luce in via del Fonditore 12 - ex sede di La Perla, marchio fondato dalla madre di Masotti, Ada -, scegliendo già per l'inaugurazione di mettere intorno a un tavolo esponenti dell'industria e delle istituzioni, per parlare di Moda 4.0. Le sfide della filiera e il ruolo dell'alta formazione.

 

Interverranno domattina, a partire dalle 10.30, Alberto Masotti in veste di presidente della neonata Fondazione, Stefano Bonaccini (presidente della Regione Emilia-Romagna), Virginio Merola (sindaco del capoluogo emiliano), Francesco Ubertini (magnifico rettore dell'Alma Mater Studiorum Università di Bologna), Alberto Vacchi (presidente di Confindustria Emilia Area Centro), Fabio Canali (direttore generale di Lectra Italia) e Carlo Visani (socio fondatore e presidente di Tecla Group). Modera Antonio Famé, caporedattore del TGR della Rai-Emilia Romagna.

 

Dalle 17.30 scatterà invece il cosiddetto "opening al territorio", che permetterà al pubblico di scoprire la nuova struttura, estesa su circa 7mila metri quadri, riprogettata dallo Studio Cervellati e frutto di un investimento da parte di Masotti pari ad almeno 17 milioni di euro.

 

Obiettivo, realizzare un centro volto a valorizzare l'identità del made in Italy, proiettandola nel futuro: un hub con laboratori, sale multimediali, aule didattiche con 200 postazioni dotate di lavagne multimediali e altri strumenti per l'interazione digitale, spazi espositivi sviluppati su oltre 3mila metri quadri, un parco tecnologico per esplorare ambiti come la realtà aumentata e l'interaction design.

 

E ancora, archivi digitalizzati con il Fondo Brandone (sinonimo di 30mila disegni tessili su carta e stoffa) come punta di diamante e una collezione di 5mila volumi, fotografie, texture, grafiche e molto altro. Ha dato il suo contributo al progetto anche il Fondo Emmanuel Schvili, realtà nata a Bologna nel 1969, che ha fornito campionari di disegni, prototipi di capi, materiali di advertising, tagli di tessuti e maglieria.

 

Non manca una passerella multimediale, a cura di Videoworks, dove sfilano su otto maxischermi i modelli delle griffe a grandezza naturale, mentre fino al 27 ottobre sarà possibile visitare la mostra Out of Archives. Moda e Contromoda dagli Anni Sessanta a Oggi, nata come workshop finale della prima edizione del Master in Design and Technology for Fashion Communication, realizzato dall'Alma Mater in sinergia con la Fondazione.

 

L'intesa tra l'Ateneo e la creatura di Masotti continua. Sono pronti due corsi, il primo sull'alta formazione in Architettura per la Moda (rivolto ai futuri progettisti in grado di esprimere l'identità di un brand in uno spazio architettonico) e il secondo sugli Archivi della Moda, focalizzato sull'importanza dell'heritage management per i marchi e le loro strategie di comunicazione: si tratta della prima iniziativa nel suo genere nel settore (nella foto, Alberto Masotti in posa davanti alla "scultura di luce", uno degli elementi architettonici di spicco della Fondazione: alta dieci metri e composta da 21.120 led inseriti in 5.280 sfere bianche opaline, è dedicata a Olga Cantelli, stilista che insieme ad Ada Masotti ha dato un contributo fondamentale alla storia di La Perla).

 

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