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Il Gufo tra le dune sull'Arno

Grande evento ieri sera (22 giugno) per la sfilata de Il Gufo sulle rive dell'Arno a Firenze, in occasione di Pitti Bimbo. Una location trasformata in deserto, dove la natura e i suoi abitanti sono diventati ispirazione per tessuti, colori, stampe e lavorazioni. La griffe veneta amplia anche i suoi orizzonti retail, con una nuova boutique in Russia.

 

"Il Gufo Desert Dream", questo il nome dell'happening organizzato dalla famiglia Chiavelli per presentare la collezione della primavera-estate 2018, ha portato all'ombra del Ponte Vecchio una carovana di bambini, in processione tra le tende e le dune di sabbia fino alla scoperta di un'oasi, della sua natura rigogliosa e del vicino accampamento.

 

In scena silhouette morbide e fluide, arricchite da lavorazioni tridimensionali, ricami, tessuti stampati, con il ritorno del pizzo per la bambina e il seersucker per il maschio e il bébé.

 

In sintonia con la metafora del viaggio - fra terra e cielo - anche la palette colori, con azzurri e denim abbinati all'écru, blu intenso, verdi e gialli, toni aranciati e fucsia, oltre ai marroni bruciati, a navy e rosso.

 

Chiuso il sipario su Firenze, Il Gufo guarda al prossimo step, che concide con nuovi investimenti oltrefrontiera: «Ormai - spiega a fashionmagazine.it Alessandra Chiavelli - l'estero incide sul fatturato per il 45% e anche i risultati dell’ultima campagna vendite ci restituiscono una continua crescita dell’export, grazie soprattutto alle ottime performance di Russia e Middle East».

 

«La strategia dell’azienda - aggiunge - è quella di ampliare e consolidare la propria presenza in questi mercati, anche attraverso l’apertura di monomarca e corner in franchising. Proprio in Russia, grazie alla ripresa della domanda interna, la stabilità del rublo e l’intensificarsi del turismo, sono previsti a brevissimo nuovi progetti e l’apertura della prima boutique».

 

Attualmente i monomarca a insegna Il Gufo sono sette. Alle piazze italiane di Milano, Roma e Treviso si aggiungono quelle estere, con New York, Parigi, Dubai e Chengdu. Oltre a 16 corner, frutto di collaborazioni con partner in loco, principalmente in Medio Oriente, Cina e Giappone.

 

«Il retail è un canale impegnativo, su cui stiamo investendo molto - precisa la ceo del Gufo - sia a livello di risorse dedicate alla formazione e al merchandising, sia a livello di struttura commerciale interna all'azienda. Tanto che, come accennato, alcune aperture sono in programma worldwide entro il prossimo semestre».

 

Un ruolo chiave nel business plan della realtà del childrenswear è quello recitato dall'online: «Dopo aver chiuso il 2016 con una crescita in fatturato del +22%, arrivando a quota 7% sul totale fatturato retail, l'e-commerce - spiega Chiavelli - sta continuando a performare brillantemente. I primi mesi (gennaio-aprile) dell’anno registrano una crescita del 48% e ci aprono la strada in modo più che favorevole all’arrivo, a settembre, di una nuova piattaforma, che coinciderà con il restyling totale dell’esperienza digitale del brand».

 

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