a londra

Calendario Pirelli 2016: con Annie Leibovitz vincono l'impegno e il talento

È stato svelato ieri (30 novembre) a Londra, presso la Roundhouse, il Calendario Pirelli 2016 firmato da Annie Leibovitz. Un'edizione di rottura, senza nudo e con protagoniste donne "vere", che hanno raggiunto traguardi importanti nella vita professionale, sociale, culturale, sportiva e artistica.

 

Una sola top, Nadia Vodianova - che però si è distinta anche per aver fondato l'organizzazione filantropica "Naked Heart Russia" - e poi altre 12 donne che hanno coltivato il talento, si sono impegnate per nobili cause, hanno lasciato il segno sulla scena mondiale.

 

Non importa se giovani o anziane, belle o meno belle. Tutte sono riuscite a fare cose importanti: l’attrice Yao Chen, prima ambasciatrice cinese dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), la produttrice Kathleen Kennedy, presidente di Lucasfilm e tra le figure più rilevanti di Hollywood, la collezionista d’arte e mecenate Agnes Gund (ritratta con la nipote Sadie Rain Hope-Gund), nonché presidente emerita del MoMA, la tennista Serena Williams, numero uno al mondo (nella foto, per il mese di aprile).

 

E poi l’opinionista, critica e scrittrice Fran Lebowitz, la presidente di Ariel Investments, Mellody Hobson, impegnata in progetti filantropici a Chicago, la regista Ava DuVernay, nota per aver diretto, tra gli altri, il film candidato all’Oscar 2015 Selma - La Strada per la Libertà, la blogger Tavi Gevinson, fondatrice del blog Style Rookie e del magazine online Rookie, l’artista iraniana di arte visiva Shirin Neshat, l’artista, musicista e performer Yoko Ono, la rock star Patti Smith, l’attrice e comica Amy Schumer.

 

A ritrarle una delle più celebri fotografe e ritrattiste americane, Anne Leibovitz, che ha realizzato gli scatti lo scorso luglio in uno studio di New York.

 

Per lei non si tratta della prima volta: aveva già scattato il Calendario Pirelli nel 2000, immortalando le danzatrici del corpo di ballo del coreografo Mark Morris, la prima serie di nudi della sua carriera.

 

«Il Calendario del 2000 è stato un esercizio nella fotografia del nudo. Si trattava di un concetto semplice - spiega Leibovitz -. Nel 2016 abbiamo fatto qualcosa di completamente diverso, ma sempre semplice. Quando Pirelli mi ha contattato, mi hanno detto che desideravano intraprendere un percorso diverso rispetto al passato. Hanno suggerito l’idea di fotografare donne che in qualche modo si sono distinte. Ci siamo trovati d’accordo e l’obiettivo successivo è stato quello di essere molto diretta. Volevo che le fotografie mostrassero le donne esattamente come sono, senza artifici». E aggiunge: «Sono una grande ammiratrice delle attrici comiche. Il ritratto di Amy Schumer ha aggiunto un po’ di umorismo. È come se non avesse ricevuto la nota in cui le si diceva che poteva non spogliarsi».

 

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