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Scervino, Sartori, Pecoraro e Novembre alla reunion degli ex alunni Marangoni

Dove sta andando la moda? Quale il ruolo dell'innovazione nel processo creativo? Quali le sfide in uno scenario sempre più digital-oriented? Questi i temi al centro della prima riunione internazionale della I'm Alumni Community di Istituto Marangoni, un network che riunisce virtualmente i circa 40mila ex allievi che hanno frequentato la scuola, forte di oltre 80 anni di storia e diverse sedi worldwide.

 

Dopo un'introduzione di Giulia Pirovano, group market director di Istituto Marangoni, e dal group managing director Roberto Riccio, sul palco della Triennale si sono avvicendati quattro special speaker: Ermanno Scervino, Fabio Novembre, Alessandro Sartori e Maurizio Pecoraro, gli ultimi due provenienti proprio dalla "fucina" Marangoni.

 

Moderati da Anna Zinola del Corriere della Sera e da Cristina Morozzi, hanno parlato a ruota libera su argomenti quali formazione, innovazione, nuove tecnologie, made in Italy, cercando anche di dare qualche consiglio agli studenti presenti in sala: «Bisogna coltivare il talento e la volontà, ma con umiltà, lucidità e autocritica. Alla fine di ogni progetto non mi mando mai i fiori. Preferisco guardare le cose da migliorare, per fare meglio la volta dopo», ha detto Scervino, nominato anche nuovo Brand Ambassador di Istituto Marangoni.

 

Fabio Novembre ha insistito sulla necessità di coniugare due aspetti, la «curiosità» e la «concentrazione», intesa come capacità di andare a fondo, ma con un filtro critico e personale. «Fare ricerca è andare fuori strada - ha detto. C'è un cavallo selvaggio in ognuno di noi. Non bisogna imbrigliarlo, ma provare a cavalcarlo».

 

Alessandro Sartori, tornato nel Gruppo Zegna in qualità di direttore artistico dopo cinque anni da Berluti, ha parlato delle scommesse legate alle nuove tecnologie e all'importanza della «fusione tra digitale e analogico», anche a livello di prodotto. «Credo in un'estetica che crea un clash, una tensione, fra artigianato e modernità - ha osservato -. Come il progetto su cui stiamo lavorando di una fibra di lana particolarmente intelligente, che mantiene le sue proprietà ma non infeltrisce».

 

Maurizio Pecoraro ha raccontato agli alunni di Marangoni la sua storia, partita alla corte prima di Thierry Mugler, Gianni Versace e Valentino e culminata con il lancio del suo brand, sul mercato da 17 anni e da due "autoprodotto": «Lavorare in autonomia è difficilissimo, non lo consiglio a chi è agli inizi - ha commentato - ma mi consente di mantenere assoluta libertà e di restare fedele a una moda di nicchia, che punta a dialogare sempre con l'arte». (nella foto Alessandro Sartori e Maurizio Pecoraro).

 

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