a parigi

Giorgio Armani Privé: raffinatezza e un alone di mistero

Una giacca sagomata, del colore di certi cieli primaverili e con intarsi in pizzo sulle maniche, da portare con un top ricamato e un paio di pantaloni in velluto: un incipit sofisticato per la sfilata parigina di Giorgio Armani Privé, in equilibrio tra leggerezza e intensità, con il nero mai così eclettico e ricco di sfumature.

 

Sobrietà ma anche tanta sperimentazione, «pensando a una donna immaginata più che reale, all'insegna di una moda emozionale e profondamente intimista», come ha detto Armani nel backstage: questo comunicano i capi in passerella, tra cui le piccole giacche sciancrate con ampia scollatura tonda e spalle appena sostenute, i lunghi spolverini e i completi con grafismi raffinati, tra l'astratto e il pittorico, che partono dal mondo dei fiori e della natura per lasciare andare la fantasia in direzioni nuove.

 

Oltre i colori delicati di inizio show c'è molto di più: intervalli vivaci in fucsia e blu elettrico e, soprattutto, l'onnipresente nero.

 

Non un nero assoluto né tantomeno austero ma raffinato, creativo, avvolgente, sorprendente, grazie al tocco di colore di piccoli e grandi fiori - scenografica, a proposito, la cappa a uovo, uno dei modelli più fotografati -, pennellate astratte che movimentano le gonne trasparenti lunghe fino ai piedi, mini e maxi ruche, motivi ton sur ton e cascate di paillette e cristalli.

 

Immancabile il cappello, a punta e possibilmente con veletta, che dà il tocco finale a un'immagine femminile intrisa di mistero. Questo accessorio, da quanto si è visto negli ultimi giorni, sarà indispensabile nell'alta moda dell'inverno 2017/2018.

 

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