A Venezia

Valentino des Ateliers: quando l’alta moda è un tutt’uno con la pittura

Un progetto che dialoga e incontra due mondi, quello dell’arte e quello della moda, che hanno nella creatività un punto d’incontro. Lo ha voluto il direttore creativo di Valentino, Pierpaolo Piccioli, per la collezione di haute couture Atelier di scena ieri a Venezia, alle Gaggiandre presso l’Arsenale, dove espone la Biennale.

16 i pittori coinvolti dal designer, convinto che la pittura stia all’arte contemporanea come la haute couture alla moda. Si tratta di Joel S. Allen, Anastasia Bay, Benni Bosetto, Katrin Bremermann, Guglielmo Castelli, Maurizio Cilli, Danilo Correale, Luca Coser, Jamie Nares, Francis Offman, Andrea Respino, Wu Rui, Sofia Silva, Alessandro Teoldi, Patricia Treib, Malte Zenses), oltre alla visual artist Kerstin Bratsch.

«La Moda non è arte, perché quest’ultima basta a se stessa mentre la prima ha sempre uno scopo, una funzione, un utilizzo - afferma Piccioli nel backstage della sfilata -. Riconoscere le differenze è il primo passo per istruire un ascolto reciproco, fatto di curiosità, entusiasmo e rispetto. Questo ascolto ha bisogno di tempo, proprio come l’Alta Moda e in fondo anche come l’arte. Infatti la maturazione del progetto è stata lenta, un ritmo forse inusuale per il nostro mondo ma giusto e intimo per il mondo che vorrei».

Il risultato è una collezione dove gli abiti in raso, chiffon, laminati e taffettà sono stati riletti alla luce delle opere d’arte commissionate a questi nuovi creativi.

Nello spazio delle Gaggiandre gli abiti hanno sfilato dove era presente anche l’installazione “Idee di pietra - Olmo”  curata da Chus Martinez e commissionata da Vuslat Foundation per la Biennale Architettura 2021.

Di grande effetto la passarella a filo sulla Laguna che rifletteva i colori dei vestiti e i bagliori di paillette e Swarovski, mescolando la materia tessile in liquidità artistica.

La proposta di Alta Moda ricapitola 22 codici della couture Valentino, dove cappelli fluttuanti si uniscono a vestiti da ballo maestosi e vibranti segni cromatici si fluidificano in drappeggi casuali. Le silhouette sono corte, quasi scultoree, oppure lunghe e stratificate. 

a.c.
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