al parlamento europeo

La mostra di Assocalzaturifici a Bruxelles riporta al centro il Made in

Più di una mostra: l'esposizione "Italian Shoes, European Footprint", organizzata e promossa da Assocalzaturifici insieme all'associazione culturale Colosseum presso il Parlamento Europeo di Bruxelles «è l'occasione per riportare al centro del dibattito europeo la tutela della manifattura», come sottolinea Annalisa Pilotti.

 

«Il made in Italy - prosegue la presidente di Assocalzaturifici - deve essere una priorità per l'Italia e l'Ue. Sono 10 anni che se ne parla, ma finora le trattative hanno portato a esiti insoddisfacenti. Possibile che il Parlamento Europeo si esprima a stragrande maggioranza a favore dell'etichettatura obbligatoria e il Consiglio Europeo possa invece negare a questa maggioranza il diritto a una legge giusta ed equa?».

 

Pilotti si chiede, in sintesi, a chi faccia paura la dicitura "Made in" e si augura che l'uscita dall'Unione del Regno Unito, storico oppositore, possa creare i presupposti per far passare la proposta contenuta nell'articolo 7 del pacchetto sulla sicurezza dei prodotti o per una norma dedicata.

 

Al centro della mostra, inaugurata ieri (30 maggio), c'è una panoramica delle calzature che hanno scandito la storia del costume nei secoli. L'iter si sviluppa in tre sezioni che esplorano l'evoluzione delle forme a partire dai sandali preitorici, i contenuti artigianali delle scarpe italiane, il design, i materiali più innovativi.

 

Tra le realtà e i marchi che hanno dato il proprio contributo al progetto spiccano, solo per citare alcuni nomi, Villa Foscarini Rossi, Pompei 2000, Casadei, Giuseppe Zanotti, Baldinini, Loriblu, Paciotti e Pollini.

 

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