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Margherita Missoni svela la sua prima collezione M Missoni

Nominata direttore creativo di M Missoni lo scorso ottobre,  Margherita Missoni svela la prima collezione che porta la sua firma, nei negozi con la primavera-estate 2020.

Un rilancio, quello ideato dalla figlia di Angela Missoni per il marchio, che individua nuove frontiere creative, pur nel solco dell’heritage di famiglia.

«Riutilizzare, ricombinare, rispettare sono le parole d’ordine», racconta Margherita, tornata a essere operativa in azienda dopo essere stata impegnata, negli ultimi anni, in altri progetti professionali.

«M Missoni – prosegue - è guardare Missoni da un’altra angolazione, con spirito libero, utilizzando l’archivio come un luogo vivo e uno scrigno a cui attingere, giocando in modo irriverente con l’appropriazione debita».

I codici estetici della tradizione vengono infatti infranti e trasformati, grazie a parti e pezzi riciclati, riproposti e reinventati, come grammatica di una nuova semantica stilistica: le sciarpe diventano vestiti, i filati avanzati pullover, i tessuti d’arredo inediti cappotti.

E ancora: ritagli di tessuti diversi vengono cuciti insieme. Una vecchia pubblicità di un profumo viene utilizzata come stampa e con i bottoni extra vengono create delle collane. I loghi di un tempo e le stampe perdute trovano una nuova vita.

Divertissement e inclusività sono il fil rouge della collezione, che si presta a essere interpretata con libertà e flessibilità, senza limiti anagrafici o di genere, e viene presentata come una tranche de vie, con protagonisti di ogni età e ceto sociale, che salgono ed escono da un tram che attraversa la città.

a.t.
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