Al via le sfilate di Milano

Hotel del centro alle stelle e location periferiche sempre più ambite: la doppia faccia della fashion week

Apre Antonio Marras (sotto la guida del nuovo proprietario, il gruppo Calzedonia), chiudono Giorgio Armani e i Green Carpet Fashion Awards. Nel mezzo tante novità, tra debutti (prima sfilata nella storia di Bally), anniversari (da Moncler ad Anteprima) e attesi comeback.

Da oggi, 20 settembre, fino al 26 (giornata riservata agli eventi digital) un calendario della fashion week fatto di circa 210 eventi animerà il capoluogo lombardo, dove - segnale di successo - i prezzi degli alberghi sono letteralmente esplosi: fino a 500 euro a notte per una struttura a tre stelle.

Diverse le novità di questa edizione, tra le 68 sfilate e le 111 presentazioni previste, come il ritorno in calendario di Salvatore Ferragamo (con un doppio debutto, quello del ceo Marco Gobbetti e del designer Maximilian Davis), Boss, Antonio Marras, Vivetta, Moncler e Anteprima, che festeggeranno rispettivamente il 70esimo e 30esimo anniversario.

Anniversario che Moncler celebrerà sabato 24 in piazza Duomo, mentre Anteprima per i suoi 30 anni ha organizzato giovedì 22 una passerella «a impatto zero sul verde», visibile a chiunque si troverà a passare al parco Sempione, nei pressi dell’Arena Civica in viale Elvezia, all’angolo con via Legnano.

Lo show di Anterpima non sarà l’unico aperto al pubblico: con modalità diverse anche le sfilate di Diesel (al Palalido sono attesi 4.500 ospiti tra dipendenti e studenti) e Philosophy di Lorenzo Serafini (in piazza Affari) saranno aperte a semplici appassionati di moda e fan, confermando che il tema dell’inclusione e delle democraticità delle fashion week resta sempre di attualità.

Prada, invece, ha deciso di approfondire il tema dell’interattività e dell’esperienzialità, applicandolo alla passerella. Per la sfilata della SS23 il brand ha annunciato la collaborazione con il regista danese Nicolas Winding Refn (autore di Drive), che per l’occasione ha realizzato il progetto Touch of crude, trasformando il set della sfilata in un'installazione immersiva, grazie alla partnership con Amo. Il cineasta ha inoltre girato una serie di cortometraggi interconnessi che saranno proiettati durante lo show, oltre a essere presentati digitalmente.

Tra i debutti quello di Bally in passerella, il progetto Stella Jean/Wami e Matty Bivan, stilista inglese supportato da Dolce&Gabbana, che si è occupato della fornitura di tessuti e materiali, della realizzazione della collezione e del finanziamento dello show. Non mancano new entry anche nella lista (lunghissima) delle presentazioni, con Viviers e Durazzi Milano esordienti più promettenti sulla carta.

Menzione speciale per Act N.1, con il duo stilistico che vedrà il proprio show ospitato live sul canale Instagram di Valentino.

Tanti i marchi e le maison alle prese con un cambio di direzione creativa: da Etro con Marco de Vincenzo, a Benetton con Andrea Incontri, passando per Missoni (Filippo Grazioli), a cui si aggiungono i già citati Salvatore Ferragamo e lo stesso Bally, che ha reclutato Rhuigi Villaseñor.  

Anche sul fronte delle location questa fashion week si conferma piena di spunti. Il trend della periferia è pienamente confermato, con un sempre più griffe, anche blasonate, pronte a rinunciare a location in centro per spazi in angoli più remoti della citta: tra queste Tod’s, che abbandona la centralissima Villa Necchi per l’hangar Bicocca, e Versace, che sceglie di sfilare in un'area industriale in fondo a viale Certosa, vicino all'ingresso delle autostrade.

Zona Ripamonti si conferma in cima alle preferenze, con gli show di Prada, Andreadamo, Blumarine Annakiki, ma c’è chi si spinge anche più lontano come Jil Sander, che sfila in zona Linate, Cormio in via San Mamete e Vitelli in fondo alla Bovisa.

an.bi.
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