alcuni show aprono al pubblico

Una London Fashion Week vivace, ma Extinction Rebellion le fa il funerale

A parte i due big Victoria Beckham, pronta a lanciare un profumo in questi giorni, e Burberry che porta in pedana donna e uomo con un'impostazione see now, buy now, c'è attesa alla London Fashion Week, iniziata ieri 12 settembre, per vedere gli esiti della svolta "open to the public" dei brand Alexachung (il 14 settembre), House of Holland e Self Portrait (il 15), che hanno messo in vendita i biglietti per i loro show a prezzi oscillanti fra le 135 e le 245 sterline.

Con altri cachet (dalle 12 alle 50 sterline) è possibile visitare il labirinto-installazione The Postbox Maze, all'interno del quale Anya Hindmarch presenta la sua linea di accessori Postbox Collection, ispirandosi alle opere di Escher.

Aperta al pubblico, inoltre, la Positive Fashion Designer Exhibition presso l'hub principale della London Fashion Week, lo Store X al 180 dello Strand in zona Blackfriars, che dà visibilità a brand quali Ancuta Sarca, Choose Love, Groundtruth, Paolo Carzana e Stay Wild Swim, con percorsi diversi ma accomunati dall'impegno nella sostenibilità, intesa anche come espressione di equality & diversity, artigianalità e tutela delle piccole comunità.

In pedana alla Lfw una settantina di marchi: oggi sfilano Mark Fast, Bora Aksu (nella foto) e Pam Hogg, ma domani si entra nel vivo con i tre défilé di Alexachung e, solo per citare alcuni nomi, Ports 1961, Molly Goddard e Marques'Almeida.

Il 15 settembre, oltre a House of Holland & Self Portrait, è la volta di Preen by Thornton Bregazzi, Roland Mouret, Victoria Beckham - protagonista anche di un dinner serale - e Chalayan.

Lunedì 16 settembre si accendono i riflettori su Roksanda, Erdem, JW Anderson in versione see now, buy now, Christopher Kane, Burberry e Richard Quinn.

Chiusura il 17 settembre con, tra gli altri, Ych, Pushbutton e Charlotte Knowles, oltre al vernissage della mostra Wonderful Things sul fotografo Tim Walker, che aprirà al pubblico il 21 settembre al Victoria & Albert Museum.

Assenti Maria Katrantzou, Ashley Williams, Asai e Peter Pilotto, quest'ultimo in trasferta a Milano Moda Donna.

Da tenere d'occhio, alla voce new entry, Ych dalla Corea (17 settembre), Bobby Abley (sempre il 17), già nel team stilistico di Jeremy Scott e Apujan (il 16 settembre).

Con le passerelle come epicentro, tutta la città si mette in moto. Gli eventi off-schedule sono innumerevoli: basti citare domani sera il Fashion for Relief charity gala, con Naomi Campbell come madrina e Leo DiCaprio tra gli ospiti attesi, il lancio della label Kirin di Peggy Gou da Browns East (mentre lo storico negozio Browns in South Molton street presenta una collettiva di giovani designer) e i laboratori gratuiti di Mulberry in Regent street per insegnare alle persone a realizzare braccialetti in pelle.

Una "city-wide celebration" all'insegna dell'apertura e dell'inclusività, dove però non mancano le note di dissenso. Il collettivo ambientalista Extinction Rebellion ha già annunciato che scenderà in piazza la sera del 17 settembre, con partenza da Trafalgar square, per la RIP London Fashion Week Funeral March, al grido di «cancellate la settimana della moda»: una kermesse che, secondo gli attivisti di Extinction Rebellion, rappresenta il passato.

«Il British Fashion Council - si legge in un post - dovrebbe investire su un format completamente diverso, facendo sedere imprenditori e designer del settore intorno a un tavolo, a discutere dell'emergenza climatica e dei provvedimenti che una delle industrie più inquinanti del mondo può prendere». 

Ma questo non è l'unico grattacapo per il Bfc, che attende con trepidazione la data del 31 ottobre per capire gli sviluppi sulla Brexit. Nell'ipotesi no-deal, il danno per la fashion industry nazionale potrebbe aggirarsi intorno ai 900 milioni di sterline.

a.b.

LONDON WOMEN SS 2020: BORA AKSU




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