all'insegna di un mix tra fisico e digitale

Una nuova epoca per ModaLisboa

Marc Medina

Un mix tra fisico e digitale: questa la formula di ModaLisboa, che per la sua 55esima edizione ha organizzato 24 eventi fisici (tra show e presentazioni), oltre a un’intensa attività digitale, con 33 designer che hanno presentato le loro creazioni in suggestivi spazi aperti immersi nel verde, come il Parque Eduardo VII, l’Estufa Fria (orto botanico di incredibile bellezza), nei giardini Amalia Rodrigues e intorno al padiglione Carlos Lopes.

Un’edizione coraggiosa e di grande qualità, sia nella messa in scena che nel livello delle collezioni. Un segnale e un invito a essere più creativi, liberi, uniti in questo momento così particolare. Per questo lo slogan dell’edizione è MAIS, che tradotto significa “di più” (more in inglese). «Quest'anno non potevamo ignorare cosa significhi ModaLisboa per Lisbona - commenta il sindaco Ferdinando Medina -. È una vetrina per la creatività, l'innovazione, un punto di riferimento per i nostri giovani imprenditori e i nostri talenti emergenti, che rappresentano il volto moderno e cosmopolita di Lisbona». Non solo amplificazione digitale, ma spazio anche a vere e proprie sfilate e happening, che hanno fatto scoprire alcuni angoli di straordinaria bellezza della capitale portoghese.

Fra i talent del Lab il brand Buzina, che punta con la collezione Breathe (respiro) su un concetto di leggerezza tramite tessuti morbidi, fluidi e traspiranti e look che giocano tutti sui toni pastello e la caratteristica stampa con la giraffa.



Più sperimentale è la moda di João Magalhães, che lavora sui colori, ma con un approccio più artistico. «Avendo passato molto tempo a casa - afferma João - siamo più propensi all’introspezione. Per me i fiori sono stati importanti per manipolare l'energia del mio spazio e mi hanno ispirato a ricominciare a dipingere. Ho preso vecchi album, film e libri dalla mia adolescenza. Quando non possiamo correre fuori in cerca di ispirazione, quando ci viene portata via, torniamo ai nostri ricordi, che ci riportano anche alle nostre emozioni».

Una visione completamente opposta è quella di Valentim Quaresma con la sua Dark Spring, che prende ispirazione dai paesaggi notturni primaverili. Strutture e forme organiche sono state pensate per trasmettere un senso onirico ed etereo, esplorando tecniche e lavorazioni non convenzionali, fino all’upcycling di scarti tessili, vetro e colla.

Un ritorno alla natura per la performance di Awaytomars, un antidoto alle insicurezze e paure dettate dal momento storico in cui viviamo. All’interno del giardino botanico Estufa Fria, il brand ha lanciato il progetto Future Positivism, con l'intenzione di unire persone diverse da tutto il mondo, creando una comunità globale attraverso il pensiero di un futuro luminoso, più pulito, più etico e più egualitario. Il risultato è stato una serie di abiti customizzati dal vivo e decorati tramite tecniche diverse, dallo spray painting alle decorazioni applicate a mano.



Béhen (nella foto di apertura), marchio fondato da Joana Duarte, prende ispirazione da terre lontane, canzoni di altri Paesi e tessuti recuperati anche nel baule della nonna. Sempre ricordi dal passato per ripensare il futuro nella visione di Carolina Machado, che rivede i suoi quattro anni di carriera: la designer ha riutilizzato modelli e stock di tessuti, rivisitando pezzi chiave e silhouette iconiche per una collezione fresca e versatile di abiti dai tagli asimmetrici, con dettagli sartoriali e drappeggi.

Un mood esotico e ricco di cromatismi intensi e ricercati per Duarte, che ci porta a visitare idealmente l’isola di Maui nell’arcipelago hawaiano. Uno stile sporty ricco di colore e dettagli, grazie al mix tra tessuti tecnici e i cotoni organici.



Constança Entrudo ci invita a esplorare la sua città natale, le idilliache isole di Madeira, da cui ha sempre tratto ispirazione. Il focus è su pezzi timeless ma con materiali innovativi, utilizzando i suoi caratteristici tessuti non finiti che si sfaldano e interagiscono con bottoni in ceramica fatti a mano (una collaborazione con l’artista Vasco Futscher).

Per questa stagione Kolovrat punta su look dai colori chiari, come tele bianche pronte a ricevere una nuova umanizzazione, espressa dalla manualità dell'arte. Stampe ed elementi visivi e forme color acqua creano iceberg che si trasformano, si rompono e si comprimono. Accendono questa palette alcuni abiti dai colori più accesi come rosso, turchese e rosa intenso.



Glam streetwear è infine il motto di Gonçalo Peixoto, che gioca su trasparenze e pezzi corti: una collezione materica ricca di lavorazioni, dove anche il pattern floreale si trasforma per diventare più moderno e seducente.

Un’idea di sensualità che si ritrova anche in Carlos Gil, che ha omaggiato il coraggio e la cultura portoghese con una collezione dall'elevata carica simbolica e il cui show ha chiuso la fashion week di Lisbona.

f.p.



Tutte le foto sono di Marc Medina.

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