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Tulle e silicone da Ward, mentre Curiel rivisita Botticelli

Da un piccolo incidente occorso in atelier - del silicone versato per sbaglio sul tulle - è nata la collezione estiva d’alta moda di Tony Ward. In realtà ci sono voluti due anni per mettere a punto la giusta tecnica esecutiva, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti (nella foto, un modello di Ward, ph. R. Soccio/L. Sorrentino).

 

Alla leggerezza insita nel tulle si unisce la vetrosità del silicone e l’effetto finale stupisce per la compattezza materica, pur mantenendo inalterata l’impalpabilità. Gli abiti del designer sono ricamati a mano ton sur ton, nelle volute asimmetriche che compongono la gonna del lungo evening dress azzurro. I bustier, composti di mosaici a nastro di tessuto, si raccordano alla gonna percorsa da candide trine floreali, mentre il corto vestito da cocktail con ramage rampicanti ha la lucentezza iridescente del cristallo.

 

La couture di Curiel è fortemente evocativa, nei rimandi pittorici al ritratto quattrocentesco di Simonetta Vespucci ad opera del Botticelli. Così di primavera si porteranno tailleur dalla giacchina avvitata a godet e con le spalle appena pronunciate, mentre le gonne sono a corolla rovesciata. I classici curiellini - i tubini nell’interpretazione di Madame - si arricchiscono per il cocktail di print policromi e paillette luccicanti. Il gran finale è un inno alla natura, in una esplosione di colori e forme sinuose. Perfino la sposa, a conclusione del défilé, ha la gonna cosparsa di papaveri rossi.

 

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