brand to watch dal regno unito

Gayeon Lee: «Pronti per presentarci ai buyer italiani»

Gli ultimi sei anni sono stati intensi per Gayeon Lee, giovane stilista di origine coreana ma londinese di adozione, che non appena si è diplomata nel 2013 alla Central Saint Martins si è buttata a capofitto nel mondo del lavoro, collaborando tra la capitale britannica e New York con varie griffe di spicco, tra cui Marc Jacobs.

Nel 2014 la decisione di mettersi in proprio con il marchio omonimo di womenswear, nel 2016 la vittoria ai Vogue Talents award e nel 2018 la collaborazione con Swarovski, sia per l'invernale che per l'estivo.

Una designer sempre in corsa, dunque, ma le cui creazioni emanano un senso di calma e sofisticata semplicità, come si potrà constatare a breve, prima durante la London Fashion Week - il 13 settembre - e subito dopo, dal 19 al 22, al salone White Milano.

«Un appuntamento cui teniamo molto, quello con la rassegna di zona Tortona - commenta Gayeon Lee - perché rappresenta un'occasione di contatto con i buyer italiani. Attualmente siamo presenti in sei multimarca internazionali e ci piacerebbe estendere il raggio d'azione al vostro Paese».

Questo anche se, come fa notare la stilista, «di fatto l'online ci dà la possibilità, attraverso il sito di e-commerce gayeonlee.com, di abbattere i confini geografici. Infatti, più che parlare di questo o quel mercato è prioritario saper entrare in sintonia con le abitudini di acquisto delle singole aree di riferimento».

A proposito di digital, «probabilmente potremmo fare di più per quanto riguarda il posizionamento della label sui social - ammette la fashion designer -. Instagram ci serve al momento per mostrare i nostri capi oppure riprendere articoli e immagini pubblicati dai media, ma penso che saremmo in grado di raggiungere un'audience più ampia attraverso la sinergia tra differenti piattaforme».

La collezione Spring-Summer 2020, che vedremo a Londra e a White Milano, rispecchia la passione di Gayeon per l'arte. «La palette cromatica prende spunto dai dipinti di Milton Avery - spiega - mentre fra i materiali spiccano il denim e il cotone, tinta unita, a righe o stampato. Filo conduttore è la fluidità, ottenuta attraverso studiate asimmetrie (una costante per me, che torna anche in questa collezione) e l'utilizzo di pannelli plissettati. Il tutto all'insegna di uno stile concettuale ma sempre portabile, con una produzione totalmente realizzata a Londra».

a.b.
stats