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Bianca&Noè: una sostenibilità che parte dai vestiti e abbraccia il mondo dei piccoli

Navigando su Pitti Connect, accanto ai nomi consolidati si incontrano tanti brand ancora poco conosciuti, cui vale la pena prestare attenzione.

Uno di questi è Bianca&Noè, nato nel 2019 e caratterizzato da tessuti di alta qualità, completamente naturali, molto resistenti e da una produzione made in Italy.

Un progetto concepito nella primavera 2019, quando Erika Di Rocco (multimedia designer e mamma dei piccoli Bianca e Noè, rispettivamente di sei e due anni) era in maternità e, approfittando del fermo forzato, ha avviato una ricerca sui tessuti sostenibili. «Un viaggio magnifico - dice - che continua ogni giorno e mi porta alla scoperta di materiali sempre più innovativi, come le fibre di alga, di fiore di loto, di ananas e di ortica».

Un percorso in sintonia con il suo dna. «Sono cresciuta in una famiglia di creativi - spiega - con mia madre e mia zia entrambe sarte, una per passione e l'altra per professione. La sartoria ha una magia intrinseca: le stoffe prendono forma e diventano vive, vestendoci per tutta una vita». La formazione nel design e nell'arte contemporanea, oltre all'esperienza sul campo come mamma, hanno fatto il resto.

Il risultato è Bianca&Noé, che a livello estetico rispecchia l'amore di Erika per lo stile minimale, i colori inseriti come piccoli interventi, i particolari che sorprendono e giungono inaspettati.

Ma c'è molto altro, ossia l'impegno a sensibilizzare grandi e piccoli attraverso un abbigliamento in cui i materiali sono organici, certificati, tracciabili, biodegradabili, privi di pesticidi e sostanze chimiche.



«Mi sono posta una missione ambiziosa - sottolinea Erika - per la quale ho anche dato vita a un hashtag, #startingfromchildren. Voglio preparare il terreno per gli adulti di domani, attraverso un'educazione dove l'abito è il mezzo per far passare un concetto chiave: vestirsi in modo consapevole rende i bambini più sensibili fin da piccoli su temi quali la cura, il rispetto e l'attenzione verso il pianeta, ma anche verso se stessi».

In quest'ottica la designer ha lanciato, per esempio, una storia illustrata a download gratuito dal sito di Bianca&Noè, in cui l'uccellino Timo, il gatto Blù e l'orsetto lavatore Mirto raccontano in modo giocoso la storia del fiore di lino: «È solo l'inizio di un percorso educativo che spero un giorno possa arrivare anche nelle scuole».

La collezione, fatta di prodotti un po' più costosi della norma ma più duraturi, visto che coprono un paio di anni di crescita, è arrivata sul mercato, tramite l'e-commerce biancaandnoe.com, nell'aprile 2020, in piena pandemia.

Un momento negativo, da cui però sono scaturiti anche fattori positivi: «Questa situazione in parte ci ha aiutati. Per un brand nuovo la cosa probabilmente più complicata all'inizio è settarsi sui ritmi serrati della moda. Il lockdown prima e le restrizioni dopo ci hanno in realtà permesso di lavorare molto bene e di metterci alla pari con altri brand già avviati. Non dimentichiamo inoltre che siamo usciti con un progetto di vendita online, proprio quando l'unico modo di fare acquisti era quello. E, non ultimo, sono convinta che questi mesi particolari abbiano acceso in tutti la voglia di cose autentiche e di un riavvicinamento alla natura».

Come si diceva, le collezioni Bianca&Noè vengono interamente prodotte in Italia, tramite una rete di collaborazioni nel Parco del Ticino, tra Piemonte e Lombardia. «Sono supportata da un team di sarte professioniste, che nelle loro botteghe lavorano con me durante la fase della prototipazione - puntualizza Erika -. La produzione è affidata a una storica azienda, sempre italiana, che lavora dagli anni Sessanta sulla moda di alta gamma».

Quanto alle materie prime, «arrivano da eccellenze del settore, a loro volta italiane, come Maeko, Penta servizi tessili e Manifattura Sesia, tutte realtà attente alla sostenibilità. Presto vorremmo raccontare le loro storie sul nostro portale».



Nel futuro c'è l'estensione delle proposte al neonato e alla donna, come già nella capsule estiva SoBe, ispirata a Miami e firmata da Valentina Fontana Castiglioni - mamma e imprenditrice, fondatrice e direttore creativo di Altreforme -, in cui verranno introdotti per la prima volta capi per la mamma abbinati a quelli per il bambino.

Si estenderanno le collaborazioni con professionisti che fanno del loro lavoro un'esperienza unica, tra cui una designer trentina da scoprire. «Continueremo poi - prosegue Erika Di Rocco - a illustrare storie per i piccoli che desiderano saperne di più su come ci si possa vestire con piante e fiori. E proseguirà la collaborazione con Marco e Maddalena, i calzolai che nella loro bottega sul Lago Maggiore realizzano scarpe con gli scarti dei calzaturifici».

Da citare anche Giulia Gentilcore e Irene Lupia, titolari in provincia di Novara del laboratorio di stampa e grafiche d'arte La Tana dei Lupi Gentili, che ridanno vita ad antiche tecniche di stampa, mischiandole a quelle contemporanee, oggetto di laboratori artistici per i bimbi.

Quanto alle proposte FW 21/22, di scena su Pitti Connect, il tema portante è Little Planet Waves: «Ho immaginato tante piccole onde luminose, che si diramano dal nostro pianeta, lo avvolgono, lo cullano e lo rendono vivo. Fra i tessuti la scelta è caduta soprattutto su canapa e lino, privi di pesticidi chimici nell'intera filiera, biodegradabili, amici delle pelli sensibili e con proprietà anallergiche, termoregolatrici, antibatteriche, antistatiche, anti-UV. La stagione è un inno all'amicizia e alla gentilezza», conclude Erika.

 

a.b.
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