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Louis Vuitton e Koons: dopo Leonardo, tocca a Monet, Gauguin, Turner & co.

Il 27 ottobre viene svelata la seconda collezione di borse e accessori realizzati da Louis Vuitton in collaborazione con Jeff Koons, con rimandi a Monet, Manet, Boucher, Poussin, Gauguin e Turner. Anche in questo caso la maison ha concesso all'artista di riconfigurare con le proprie iniziali il motivo Monogram: una scelta senza precedenti.

 

La collezione Louis Vuitton Masters - che nella sua prima puntata ha visto Koons cimentarsi con i capolavori, tra gli altri, di Leonardo, Tiziano e Van Gogh - si arricchisce dunque di un nuovo capitolo.

 

Questa volta le fonti di ispirazione sono la Ragazza distesa di François Boucher, la Terra deliziosa di Paul Gauguin, la Colazione sull’erba di Edouard Manet, le Ninfee di Claude Monet, Il trionfo di Pan di Nicolas Poussin (in esclusiva per la Maison Louis Vuitton Vendôme, aperta recentemente) e l'Antica Roma di Joseph Mallord William Turner.

 

«Nomi che fanno parte del mio dna. Nel momento in cui qualcuno cammina per strada o si siede al bar con questa borsa, sta comunicando amore per l'umanesimo» commenta Jeff Koons, riferendosi nel caso specifico alla Neverfull di Manet.

 

All'esponente più significativo della corrente neo pop è stato concesso di personalizzare il Monogram con le sue iniziali, come mai accaduto con nessuno in passato. Con questo cambio di rotta Louis Vuitton intende iscrivere l'artista nel proprio dna e patrimonio, in nome di una storia culturale condivisa. 

 

Il nuovo Monogram è realizzato in metallo e posizionato sull'esterno della borsa, insieme alla firma di Koons. Non manca un charm a forma di coniglio gonfiabile, uno dei temi ricorrenti nei 40 anni di carriera dell'artista. All'interno compaiono una biografia e un ritratto del Maestro artefice dell'opera a cui si rifà il modello.

 

La collaborazione con Jeff Koons arriva dopo quelle con Stephen Sprouse, Takashi Murakami, Richard Prince, Yayoi Kusama, Cindy Sherman, James Turrell, Olafur Eliasson e Daniel Buren, ribadendo un feeling profondo con l'arte, culminato nel 2014 con l'apertura della Fondation Louis Vuitton di Parigi, progettata da Frank Gehry.

 

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