Con la G_Jacket endorsed by Perpetua

Matteo Ward (Wråd): «Dopo il Red Dot Award siamo in finale per il Compasso d'Oro»

Si chiama G_Jacket (endorsed by Perpetua) la proposta di Wråd con cui Matteo Ward e gli altri co-fondatori del marchio concorrono per aggiudicarsi il Compasso d'Oro nel giugno 2020. La giacca è un'evoluzione della Graphi-Tee, con cui il brand si era aggiudicato il Red Dot Award nel 2017, ed è tinta con polvere di grafite riciclata. «Oggi il prodotto non ha senso se non fornisce anche un servizio che possa migliarare la salute, l'ambiente e la società», spiega Ward.

 

La G_Jacket endorsed by Perpetua è stata selezionata da Adi, Associazione per il Disegno Industriale per l'Adi Design Index, la pubblicazione annuale che raccoglie il miglior design italiano messo in produzione, selezionato dall’Osservatorio permanente del Design Adi.

 

I prodotti pubblicati, che concorrono al Premio Compasso d'Oro, vegono selezionati in base ai contenuti di originalità e innovazione, per i processi di produzione, i materiali impiegati e per la sintesi formale, con un'attenzione particolare ad aspetti come il rispetto per l'ambiente, il valore pubblico e sociale

 

La G_Jacket è realizzata con un denim tinto con il processo g_powder, che si ispira a una tecnica antica. Una tecnologia che impiega per il 60% polvere di grafite, scarto della produzione industriale degli elettrodi recuperati dagli impianti di aerazione delle fabbriche.

 

Consente di risparmiare il 90% di acqua, il 47% di energia e di eliminare l'impiego di sostanze chimiche nocive. La stampa serigrafica sul tessuto è realizzata in g_ink, pigmento realizzato con la medesima polvere di grafite.

 

Come spiega Ward: «La G_Jacket fornisce un servizio per la salute, perché questa tecnologia riduce il rischio di malattie dermocutanee dovute all'esposizione a fibre sintetiche e tinture chimiche. Assicura inoltre un servizio sociale, in quanto recupera antiche pratiche di tessitura, e ambientale poiché ricicla un materiale destinato alla discarica».

 

«Nessuno oggi ha bisogno di nuove magliette e giacche - spiega Ward -. Il prodotto ha finito di vivere, se non fornisce anche un servizio. Da oggi ai prossimi 15 anni i giovani saranno sempre più attenti a questi concetti quando compreranno un capo di moda e le aziende del settore dovranno tenerne conto».

 

Anche se, puntualizza Ward, a livello fattuale ci sono ancora delle barriere tra aspiration and action. «In primo luogo c'è il fattore prezzo - racconta -. Non c'è ancora stata una rivoluzione nei processi di distribuzione e vendita di certi prodotti, sottoposti a mark-up esagerati. Ma ora stanno nascendo canali paralleli che li rendono finalmente accessibili».

 

In Italia ci sono anche ostacoli a livello di visibilità: «Consideriamo che esiste una sola piattaforma di vendita online di capi sostenibili, Yooxigen, fondata nel 2010 da Yoox». Infine, sempre nel nostro Paese, sono ancora forti le barriere stilistiche: «Il settore casualwear e easy-street non è ancora ampiamente esplorato da marchi di moda responsabile e questo preclude l'accesso ai ragazzi. In Italia certe label non si trovano. Basti pensare che, a parte il negozio del brand di moda etica e sostenibile Progetto Quid, aperto di recente, in zona Ticinese a Milano sono introvabili i marchi sostenibili che invece sono in vendita ad Amsterdam, Londra e Berlino. Quindi c'è molto lavoro da fare».

 

Insieme ai suoi soci Victor Santiago e Silvia Giovanardi, Matteo Ward, che è anche art director di Give a Fok-us, la sezione di White dedicata ai progetti green, sta facendo la sua parte in questo senso: «Lavoriamo sul fronte educazione con Fashion Revolution per toccare le scuole e, dopo i 7mila ragazzi raggiunti quest'anno, puntiamo ai 10mila nel 2020. Per quanto riguarda la Ricerca & Sviluppo, continuiamo a fare sperimentazione con la grafite, per ampliarne le proprietà di conduzione elettrica e termica con diversi tipi di applicazione. Inoltre forniamo consulenza artistica e di comunicazione strategica per terzi».

 

«A proposito - conclude - non perdetevi la mostra Sustainable Thinking, al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze, dove è esposta anche la nostra Graphi-Tee, accanto alle creazioni di Salvatore Ferragamo (antesignano della sostenibilità fin dagli anni Trenta), Bethany Williams, Tiziano Guardini e Christopher Raeburn». 

c.me.
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