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Talents Lineapiù 2018: vince Marco Rambaldi

Giunto alla seconda edizione, Talents Lineapiù (programma dedicato a sostenere i talenti della moda in maglia) ha premiato Marco Rambaldi, designer classe 1990, artefice dell'omonimo marchio.

 

Talents Lineapiù, avviato nel luglio 2017 da Lineapiù Italia, riserva al vincitore una borsa triennale che gli garantisce per sei stagioni la sponsorizzazione tecnica dei filati Lineapiù e Filclass per la messa a punto del proprio campionario.

 

Un comitato scientifico ha valutato per questo secondo appuntamento numerosi brand internazionali, orientandosi verso un nome italiano, quello appunto di Rambaldi, che in questa occasione ha dichiarato: «Amo da sempre la maglieria, punto di partenza e di arrivo di tutte le mie collezioni».

 

«Mi piace l'idea di poter costruire il capo da zero - ha aggiunto - potendo lavorare su materiale, forma e colore. La maglieria è un territorio illimitato di espressione della creatività e sarà una vera fonte di ispirazione poter lavorare con i filati di Lineapiù Italia, che ringrazio per questa grande opportunità».

 

«Anche per la seconda edizione, come per la prima, abbiamo registrato con grande soddisfazione l'alta qualità dei partecipanti al nostro Talents - ha sottolineato il patron di Lineapiù Italia, Alessandro Bastagli -. Per noi è motivo di grande orgoglio riuscire a portare avanti un programma di sostegno così strutturato, in grado di favorire la crescita dei migliori talenti della moda».

 

Nato a Bologna il 17 dicembre 1990, Rambaldi è diplomato in Graphic Design e ha studiato Design di Prodotto, prima di iscriversi al corso di laurea in Design della Moda alla Iuav di Venezia, dove si è laureato nel 2013.

 

La sua prima collezione femminile ha debuttato nel 2014 durante la fashion week milanese e da allora le soddisfazioni per il designer non sono mancate, compresa la ribalta di Who Is Next? 2017, dove è stato finalista.

 

Il 27 gennaio scorso la sua collezione Vogliamo anche le rose ha sfilato durante AltaRoma e a febbraio è stata riproposta al White di Milano come special project, accompagnata dall'omonimo cortometraggio.

 

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