cruise 2018

Dior: il wild-chic di Maria Grazia Chiuri sfila nel deserto

Rihanna in jeans e pelliccia, Charlize Theron, Laura Dern, Anna Dello Russo, Chiara Ferragni e l'inseparabile Fedez sono stati solo alcuni dei 750 ospiti vip intervenuti alla sfilata della collezione Cruise di Dior, nel maestoso scenario naturale della Upper Las Virgenes Canyon Open Space Reserve, vicino a Santa Monica. Maria Grazia Chiuri si avventura "into the wild", presentando modelli emblema di uno stile "Dior sauvage".

 

Parole queste che, sotto forma di mega installazione e stampate sulle mongolfiere che facevano parte della scenografia, dominavano il set dello show di ieri (11 maggio) e si ritrovavano sulle T-shirt, da abbinare alle tute in denim délavé di taglio comodo e destinate a bissare il successo delle magliette con lo slogan "We should all be feminists".

 

A sfilare oltre 80 modelle con lunghi abiti, pantaloni, giacche e spolverini - questi ultimi fermati sul punto vita da una piccola cintura di cuoio -, resi unici da disegnature di animali ancestrali, cavalli, simboli esoterici, ricami e pennellate di rosso, blu polvere e mattone, inserite in una tavolozza di cromie calde e terrose.

 

In testa cappelli da gaucho, ai piedi ciabattine basse con piume e ornamenti o comodi stivali.

 

Maria Grazia Chiuri ha detto di essersi lasciata affascinare da libri come Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés, dai quadri e dalla personalità di Georgia O' Keeffe e soprattutto dal personaggio di Vicki Noble, che ha conosciuto personalmente: 70 anni, nata nell'Iowa ma californiana d'adozione, Noble è più di una scrittrice, essendo nota come sciamana, guaritrice e "sacerdotessa" del potere insito nella femminilità.

 

A conquistare la direttrice creativa di Dior anche l'arte primitiva - del resto già nel 1951 Monsieur Dior ne fece una fonte di ispirazione -, soprattutto dopo aver visto i graffiti paleolitici delle grotte di Lescaux in Francia.

 

Rompendo lo schema secondo il quale "moda uguale mondanità, uguale red carpet hollywoodiani", la designer ha voluto un'ambientazione insolita e decisamente più intrigante, lontana anni luce da quella dello scorso anno, quando la griffe aveva presentato le proposte della linea Resort a Palazzo Blenheim nell'Oxfordshire.

 

Il suo obiettivo è chiaro: infondere nell'heritage di un marchio iconico il seme della contemporaneità e della complessità della donna di oggi.

 

Una ricetta che pare funzionare, visto che nei primi tre mesi del 2017 - come ha rivelato il numero uno di Dior, Sidney Toledano, a margine del défilé - le vendite nei monomarca sono cresciute del 19%.

 

 

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