digital fashion day

Carlo Terreni: «La digital revolution continua con nuovi business model»

In occasione del Digital Fashion Day 2017, Carlo Terreni, direttore generale di Netcomm Swisse, ha fatto il punto sulle nuove frontiere del digitale, «un canale di cui ormai tutte le aziende hanno capito l'importanza strategica e che sta evolvendo verso nuovi modelli di business».

 

«Quando circa cinque anni fa cominciammo a parlare di rivoluzione digitale, i brand ci ridevano in faccia» ha esordito Terreni, sul palco in rappresentanza di un'associazione nata nel 2010, che raggruppa oltre 80 imprese del Canton Ticino.

 

Oggi invece tutto è cambiato e ormai non c'è azienda che non abbia compreso la valenza di questo segmento di business, tanto che anche colossi fino a qualche tempo fa sordi alle nuove istanze digital-oriented stanno cambiando idea e affidando all'online un ruolo decisivo nella loro roadmap.

 

Terreni ha citato i casi di VF Corporation, holding americana a capo di marchi come The North Face, Napapijri e Eastpak, che nel report del primo trimestre 2017 ha rivelato ricavi direct-to-consumer aumentati del 6% e digital revenue in corsa, in crescita del 25%. Ma anche del gigante Richemont, che «fino a cinque anni fa - sottolinea il manager - vedeva l'e-commerce come un buco nero e oggi sta facendo un'importante operazione di recruiting in ambito digitale».

 

Esempi riferiti a big del mercato che danno un'idea di dove si sta andando: «Entro il 2022 in Svizzera - afferma il direttore generale di Netcomm Swisse - un quarto del fatturato moda sarà realizzato con l'e-commerce e il 63% dei fashion shopper vorrà sperimentare un'esperienza omnichannel».

 

I grandi attori del lusso sembrano esserne consapevoli e «se fino a cinque anni fa si discuteva su come affidare in outsourcing il business del digitale - aggiunge Terreni - oggi i brand stanno cominciando a gestire in autonomia questo canale», alzando l'asticella nella qualità dei servizi offerti. L'alleanza tra Gucci e Farfetch per garantire consegne "store to door" in 90 minuti ne è un esempio.

 

Parallelamente si evolvono anche la galassia dei fornitori di tecnologia, con servizi sempre più bespoke, e la fisionomia dei grandi e-tailer come Amazon, che sta accorciando le distanze con i consumatori finali attraverso il lancio di propri marchi di moda.

 

La e-fashion revolution riserverà ancora molte sorprese, ha concluso Terreni, «perché stiamo già sentendo parlare di new business model per la moda e il retail». Basti pensare alle ultime operazioni del big dello sport made in Usa Under Armour, che ha comprato MyFitnessPal, con il fine di integrare la community legata a questa app alle proprie ed espandere così la sua presenza a livello internazionale, oppure il luxury player dell'orologeria Tag Heuer, tornato a collaborare con Intel con il lancio della seconda generazione dei suoi smartwatch deluxe.

 

«Da parte nostra, come Netcomm Suisse - ha concluso Carlo Terreni - stiamo assecondando queste evoluzioni del digital market con importanti iniziative di supporto al settore moda, in primis con il progetto "Fashion Digital Lab", un nuovo polo per l'innovazione tecnologica con sede a Lugano: un acceleratore d'impresa a supporto delle aziende, che fungerà anche da ponte tra gli istituti accademici e le imprese che sono alla ricerca di specialisti, soprattutto nella gestione di piattaforme e-commerce».

 

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