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Chanel conquista Cuba: ma per uno store sull'isola è presto

«Mi sono ispirato alla ricchezza culturale di Cuba»: parole di Karl Lagerfeld, direttore creativo di Chanel, che ieri sera (3 maggio) ha presentato la Cruise 2017 all'aperto, sul Paseo del Prado nella capitale del Paese. Si tratta del primo fashion show nel suo genere dalla rivoluzione comunista del 1959. «Per ora - ha detto Bruno Pavlovsky, president of fashion del marchio - non intendiamo aprire negozi in loco. In futuro? Mai dire mai».

 

Circa 600 vip - tra cui Vin Diesel, Tilda Swinton, la cantante Omara Portuondo e la supertop Gisele Bündchen, che qualcuno aveva pensato potesse salire in via eccezionale in passerella - hanno assistito alla sfilata, battezzata "Coco Cuba", mentre un rigido servizio d'ordine bloccava la folla dei comuni cittadini.

 

Uomini e donne di tutte le età accorsi ad assaporare, se non a vedere, il défilé del momento e a sognare una moda che la stragrande maggioranza di loro non può assolutamente permettersi: a Cuba uno stipendio medio mensile si aggira sui 25 dollari.

 

E come in un sogno o in un film, l'inossidabile direttore creativo Karl Lagerfeld - che, per inciso, è appassionato di musica latinoamericana ed è stato campione di cha-cha e tango - è arrivato a bordo di una Ford Farlane del 1957.

 

Sotto i riflettori, modelli che mixavano l'heritage Chanel con quello cubano. Ampi pantaloni chiari con giacca nera e ghette indossati da una smagliante Stella Tennant, abiti rétro in pizzo nero perfetti per il ballo, morbidi cardigan bianchi portati su bikini coloratissimi stile anni Cinquanta, T-shirt con esplosioni di nuance, loghi e fantasie, una profusione di abiti "danzanti" con ruche e gli immancabili cappelli: il panama bianco e il basco alla Che Guevara.

 

A margine dello spettacolo, Bruno Pavlovsky ha rilasciato alla stampa alcune dichiarazioni: in particolare, come riporta Reuters, ha sottolineato l'impegno della maison nella riduzione del grey market, soprattutto in Asia, calmierando il gap di prezzi tra questo continente, l'Europa e gli Stati Uniti.

 

«In Cina cresciamo a doppia cifra» ha sottolineato, facendo il punto sui mercati principali di riferimento. Alcuni salgono e altri scendono: alla prima categoria appartengono per esempio gli Usa e alcuni Paesi europei - Gran Bretagna in primis -, insieme a Giappone e Corea, mentre le spine nel fianco sono ancora la Russia e il Brasile, in recessione.

 

«Avvertiamo un rallentamento - ha sintetizzato - ma non così grande». Chanel, che ha al proprio attivo meno di 200 boutique nel mondo, non sbarcherà nel prossimo futuro nell'isola guidata da Raul Castro. La presenza per ora si ferma all'evento mediatico.

 

Dopo lo show, tutti (gli happy few) al Cathedral Plaza, edificio barocco del 18esimo secolo, per un party ispirato alla beach couture (nella foto di Olivier Saillant, il finale della sfilata).

 

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