alla fashion week l'inclusione è la priorità

New talent, big brand, sostenibilità ed eventi open: a Milano la moda è di tutti

Ai segnali di rallentamento - che sono innegabili e legati a una congiuntura internazionale sfavorevole - si risponde con nuovi progetti, spirito di squadra e sottolineando i punti forti della fashion week di Milano, che sono sostenibilità, inclusione, apertura.

È questo lo spirito con cui Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana, vive questa nuova tornata di sfilate: in programma da oggi al 23 settembre, inaugura il nuovo format "a rotazione" della fashion week.

Da questa edizione, infatti, l'apertura e la chiusura di Milano Moda Donna sarà a turno tra le griffe. Ciò farà sì che la sfilata di Prada si terrà in avvio di manifestazione, nel pomeriggio di mercoledì 18 settembre, e quella di Gucci nel pomeriggio di domenica 22 settembre, a chiudere idealmente la rassegna dedicata alle proposte della primavera-estate 2020.

A febbraio 2020 sarà Gucci a dare il via alle danze, salendo in pedana mercoledì 19 febbraio, e Giorgio Armani a dire la parola fine, domenica 23 febbraio.

Un'alternanza tra le grandi maison italiane destinata a durare nel tempo. «L'apporto dei big brand - commenta il numero uno di Cnmi - che hanno accettato di cambiare le loro date storiche è un gesto di enorme generosità, che porta molti benefici ai new talent, perché questa impostazione rende la settimana molto equilibrata, consistente e lunga».

La kermesse della moda verrà inaugurata il 17 settembre, con una giornata dedicata agli eventi tra cui la sfilata di United Colors of Benetton, disegnata per la seconda stagione da Jean-Charles de Castelbajac, e con l’inaugurazione del Fashion Hub, che da questa stagione sarà plastic free e ancora più sostenibile, grazie ad arredi riciclati.

Gli show iniziano domani, mercoledì 18 settembre, con 58 sfilate in calendario, 110 presentazioni e quattro presentazioni su appuntamento, per un totale di 170 collezioni e 51 eventi, compresa la terza edizione dei
Green Carpet Fashion Awards, che si svolgerà al Teatro La Scala la sera del 22 settembre.

«Questa stagione saremo più che mai inclusivi - annuncia Capasa -: Ci apriamo alla città, con eventi e mostre gratuite e maxi schermi con le sfilate in streaming. Ci apriamo ai giovani, offrendo loro un trampolino di lancio. Ci apriamo alla diversity: la moda è per vocazione capace di costruire ponti e abbattere muri».

La sostenibilità e l’internazionalizzazione sono gli altri due valori fondanti di questa edizione di Milano Moda Donna: tutti gli attori del sistema si sono impegnati concretamente nel proporre una larga varietà di appuntamenti e iniziative.

Il rimescolamento del calendario in chiave internazionale ha portato all'ingresso di
Peter Pilotto (in trasferta da Londra), Boss (assente a Milano dal 2000), Simona Marziali-Mrz (vincitrice di Who's on Next? 2018), DROMe (in arrivo da Parigi) e Shuting Qiu (che aveva debuttato a New York).

Tante le griffe presenti sotto la Madonnina, da Prada a Max Mara, da Fendi ad Armani, da Moschino a Versace, da Ferragamo a Gucci.

«La fashion week di Milano - aggiunge Capasa - sta vivendo un ottimo momento: non solo gli stilisti internazionali la scelgono per i loro show, ma anche grandi brand che sfilano altrove vogliono farne parte. Basti pensare che a questa edizione Louis Vuitton e Acne Studios sono presenti nel calendario con eventi speciali».

Lo sguardo globale della fashion week prevede anche un dialogo serrato con la Cina, «anche se i problemi a Hong Kong suonano come campanelli di allarme anche per il mondo della moda», nota Capasa.

Il numero uno di Cnmi cita due progetti con
Alibaba Group, che porteranno nel capoluogo lombardo i vertici di T-Mall, promotore di una sfilata-evento con alcuni marchi indipendenti cinesi. Anche l'iniziativa Sino-Italian Fashion Town by Chic group darà visibilità a otto designer emergenti cinesi.

an.bi.
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