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Istituto Marangoni tra Hyères e la campagna con le foto di Sylwana Zybura

Dopo essere stato tra i protagonisti della Design Week, l'Istituto Marangoni è a fianco del Festival della moda e della fotografia di Hyères, in programma dal 26 al 30 aprile a Villa Noailles, di cui è partner. Intanto prende il via una campagna di comunicazione (nella foto) con gli scatti di Sylwana Zybura.

 

Sono stati oltre dieci i progetti tra installazioni, eventi e convegni in partnership con le eccellenze del made in Italy con cui Istituto Marangoni-The School of Design ha contribuito alla settimana milanese del Salone del Mobile. I migliori sono stati esposti in fiera, alla sede della scuola in via Cerva 24 e al Superstudio Più, nell'ambito di Superdesign Show: un evento curato quest'anno da Giulio Cappellini, art director e brand ambassador di Istituto Marangoni.

 

Per un appuntamento che ha chiuso i battenti, un altro che li apre nei prossimi giorni: si tratta del Festival International de Mode et de Photographie de Hyères, giunto alla 33esima edizione nella città del Sud della Francia.

 

Una ex studentessa di Marangoni, l'Alumna Jina Jung, presenterà in questo contesto la sua The Conscious Shoes Collection, "Con.shoesness".

 

In parallelo, Istituto Marangoni lancia la sua nuova campagna pubblicitaria, realizzata dall'Agenzia van GoGh e ispirata alla trasformazione: un tema caro agli studenti che, grazie alle molteplici esperienze offerte dalla scuola, fanno evolvere il proprio talento e sviluppano professionalità utili per affrontare il mondo del lavoro.

 

Dietro l'obbiettivo c'è Sylwana Zybura, artista polacca nota anche con lo pseudonimo Madame Peripetie, influenzata nel suo percorso da influssi surrealisti e dadaisti, oltre che dalla new wave degli anni Ottanta, dal post punk britannico e dal teatro d'avanguardia di Bob Wilson.

 

Protagonisti sono un ragazzo e una ragazza che nell'abbigliamento, nella postura e nei colori scelti per l'abbigliamento e il trucco esprimono un concetto di cambiamento fuori dalle righe e dagli schemi precostituiti, con un tocco onirico che conferisce alle immagini un fascino surreale, quasi fiabesco.

 

Il risultato è la fusione degli stilemi della fotografia di moda con quelli dell'immagine artistica, usando in modo inedito tessuti e oggetti realizzati ad hoc e ottenendo scatti che non hanno subito alcun intervento di post produzione.

 

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