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Anche Altuzarra lascia New York per Parigi

Si sa che i turisti americani in Europa non rinunciano a una tappa a Parigi, ma la capitale francese sembra essere diventata irresistibile anche per gli stilisti di oltreoceano: l'ultimo in ordine di tempo è Joseph Altuzarra, che in autunno lascerà New York per la Ville Lumière. Steven Kolb, al vertice del Cfda, non ne fa un dramma. Ma le defezioni potrebbero non finire qui.

 

Altuzarra infatti non è il primo e forse non sarà neanche l'ultimo a lasciare la Big Apple. Già pochi giorni fa, in occasione della settimana della haute couture, sono saliti in passerella, non con l'alta moda ma con il ready-to-wear, Proenza Schouler e Rodarte.

 

Stessa musica durante la fashion week parigina del menswear, che ha accolto nomi come John Elliott e Vlone (la linea disegnata da A$ap Bari, 25enne di Harlem), accanto ad habitué della manifestazione, quali Rick Owens e Thom Browne.

 

Altuzarra - nel cui brand ha investito Kering, con una partecipazione di minoranza che pare si aggiri intorno al 40% - ha spiegato che questo per lui, nato e cresciuto a Parigi prima di trasferirsi negli Usa, è in un certo senso un ritorno alle origini. «Si sta realizzando un sogno. Sono onorato di essere stato invitato dalla Fédération de la Haute Couture et de la Mode» ha precisato in una nota.

 

Viene da chiedersi se tutte queste defezioni di marchi importanti dal calendario newyorkese siano pure coincidenze. Anche vogue.com se lo domanda, dandosi in prima battuta la risposta più ovvia: allo stato attuale, Parigi è meglio di New York per fare business.

 

Non la pensa così Steven Kolb, presidente e ceo del Cfda (la Camera della Moda statunitense), che ricorda come «nessuno di questi brand potrebbe presentarsi in Francia, se non fosse per New York e il suo Fashion Fund, oltre che per l'apertura e il sistema democratico che contraddistinguono la moda a stelle e strisce».

 

«Siamo stati noi a sostenere la crescita di queste realtà - precisa - che ora sono pronte a volare in Europa. C'è anche dell'orgoglio in tutto questo».

 

Il numero uno del Cfda è convinto del fatto che gli esiti di un'analisi affidata dalla stessa associazione al Boston Consulting Group nel 2016 - dalla quale emergeva l'esigenza per le griffe di percorrere nuove strade per non farsi fagocitare da un fashion system "spaccato" - possa avere influenzato scelte di rottura: non solo puntare su Parigi, ma anche esplorare nuove possibilità a Los Angeles e Londra in un'ottica non necessariamente di lungo termine, ma semplicemente per mettersi alla prova in altri scenari.

 

Il calendario della New York Fashion Week di settembre apre comunque con un nome di spicco, Tom Ford, e chiude con un altro big, Marc Jacobs. Fenty x Puma, la linea disegnata da Rihanna, va controcorrente e, dopo aver calcato le passerelle parigine, torna negli States. Tuttavia, la durata della manifestazione si accorcia: non più otto giorni ma sette, dal 7 al 13 settembre (nella foto, un modello di Altuzarra alla scorsa edizione della NYFW).

 

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