Forse uno show entro l'anno

Saint Laurent salta la Parigi Fashion Week e stabilisce il suo calendario

Le griffe sempre più arbitre delle proprie strategie e dei propri calendari. Dopo il caso di Zegna, che salta il mese di settembre a Milano per uno show "phygital" a luglio, Saint Laurent stabilisce le sue regole e dice no alla Parigi Fashion Week. È il momento di sintonizzarsi sui propri ritmi e sulle proprie esigenze, dicono dalla maison.

«Oggi più che mai il marchio stabilirà i suoi ritmi, legittimando il valore del tempo e puntando a connettersi con il suo pubblico a livello globale, avvicinandosi alle persone nei loro spazi e nelle loro vite», recita il comunicato ufficiale.

Per questo motivo la griffe non presenterà le collezioni in alcuno dei calendari fissati per il 2020, ma seguirà un piano concepito in un'ottica attuale e guidato dalla creatività. 

In un'intervista a wwd.com, la ceo Francesca Bellettini ha lasciato intendere che la griffe potrebbe ancora organizzare uno show fisico nell'arco dell'anno, ma che in questo momento sta prediligendo formati più intimi e strettamente allineati al consumatore finale.

Del resto già negli ultimi tempi la maison aveva fatto delle scelte molto personali, rinunciando alla settimana della moda maschile di Parigi per eventi a New York City a giugno 2018 e a Malibu nello stesso mese del 2019. 

«Sappiamo da anni che qualcosa deve cambiare e il momento è adesso – ha raccontato a wwd.com Anthony Vaccarello, direttore creativo di Saint Laurent -. Non c'è più motivo di allinearsi a un calendario stabilito anni fa, quando tutto era completamente diverso. Non voglio affrettarmi a presentare una collezione solo perché c'è una scadenza. Voglio andare in scena quando sono pronto».

La pandemia ci ha costretti a cambiare improvvisamente e completamente le nostre abitudini, ha proseguito il creativo. «La nostra decisione di non far parte di nessun calendario deriva dal desiderio di mettere in primo piano l'importanza del nostro tempo e delle nostre vite. Sfilate, showroom, ordini: il programma dell'intero sistema è fuori moda ora».

«In queste circostanze – gli fa eco Francesca Bellettini - ci è chiaro che la creatività non può essere forzata in un calendario arbitrario e prestabilito, ma dovrebbe essere libera di esprimersi nella forma, nel luogo e nel tempo in cui Anthony sente più appropriato».

In concreto, ha spiegato l'executive: «Non abbiamo programmato di cambiare la nostra strategia di presentazione delle collezioni maschili e femminili. L'uomo e la donna saranno sotto i riflettori separatamente e ogni presentazione sarà programmata per comunicare lo spirito della collezione».

Ma la cosa più importante in questo momento per la label è creare qualcosa di intimo. «Ecco perché – racconta Bellettini - la nostra strategia di presentazione va oltre le sfilate e coinvolge le showroom e i negozi». 

«Vogliamo incoraggiare un atteggiamento più duraturo, meno effimero, nei confronti di esperienze e prodotti – ha aggiunto -. Questo ci aiuterà ad avvicinarci ancora di più ai nostri clienti nei loro mercati. Un approccio che applicheremo anche al wholesale, poiché prevediamo che ci vorrà del tempo prima che le persone tornino a viaggiare allo stesso ritmo di un tempo».

Anche il discorso della stagionalità delle collezioni evolve, ha sottolineato Vaccarello: «Non ci sarà un cambiamento completo di uscita in uscita. Tutto è destinato a essere mixato con le proposte precedenti. Ma ci saranno più pezzi di immagine, perché non è il momento di essere noiosi. Del resto il nostro approccio alle collezioni è sempre stato meno rigido rispetto agli altri. Ogni uscita è un'evoluzione rispetto alla precedente e combina pezzi senza tempo della griffe con nuove silhouette.

Vaccarello ha rassicurato circa il ruolo centrale che Parigi continuerà ad avere per la maison, i cui show sono stati sempre una delle principali attrattive delle fashion week.

«Lo spirito e l'atteggiamento di Saint Laurent è parigino, e questo non cambierà mai. Continueremo a enfatizzare il ruolo di Parigi come città e capitale della moda. L'abbiamo fatto e continueremo a farlo, e non solo con le sfilate di moda».

«L'annuncio che non terremo eventi nel 2020 secondo il consueto calendario non diminuisce in alcun modo il ruolo o l'importanza della settimana della moda di Parigi, che è, semplicemente, la migliore al mondo - ha puntualizzato Bellettini, che è anche presidente della Chambre Syndicale de la Mode Féminine-. Parigi è dove ogni designer aspira a presentare le proprie collezioni. Il nostro non è un addio alla fashion week, ma un cambiamento che riteniamo necessario in questo momento e in queste circostanze eccezionali».

Una risoluzione che introduce un cambio di mentalità destinato a permeare il sistema anche dopo l'uscita dall'emergenza: «Spero che nulla torni come prima. Non avrebbe senso – sottolinea Bellettini -. Significherebbe avere vissuto tutto questo per niente. Le cose devono trasformarsi ed evolvere».

La manager, infine, ha fatto riferimento alla programmazione delle collezioni per il prossimo inverno, riallacciandosi a una dichiarazione di Jean-Marc Duplaix, chief financial officer del gruppo, il quale ha dichiarato che le label del gruppo presenteranno collezioni più ristrette, concentrandosi sui capi più venduti, in quanto le consegne potrebbero essere ritardate fino a quattro settimane. 

«Il fatto che i negozi in tutto il mondo,  e anche alcuni siti di produzione, siano chiusi da alcune settimane, ha influito sulla shelf life delle collezioni, spingendo verso un calendario di tipo buy-now-wear-now – ammette Bellettini -. Un aspetto che in particolare deve essere preso in considerazione nello sviluppo delle prossime pre-collezioni e che ogni marchio valuterà in sintonia con la propria offerta».

c.me.
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