haute couture

Dior: Simons convince con le contaminazioni

Una moquette rosa sotto i piedi, bianche strutture tubolari tutte intorno: la scenografia scelta per il défilé dell'alta moda di Christian Dior, ieri (26 gennaio) a Parigi, rispecchia la doppia anima della collezione.

 

Gli elementi tradizionali, come i pizzi, i cristalli, la seta, la pelle più preziosa, ci sono tutti, ma vengono reinventati da Raf Simons grazie ad abbinamenti inediti: in primo piano, per esempio, i modelli in pvc trasparente, come le mantelline, i trench e i corti scamiciati, che svelano e avvolgono gli abiti conferendo loro una nuova modernità.

 

Simons ha lavorato di cesello su ogni aspetto a partire dalle fantasie, prendendo spunto dalla pittura astratta e dall'optical rivisitato, ma mantenendo un classico, i motivi floreali, e passando per le coloratissime righe rugby e baiadera. Il tutto senza stonature, con estrema sicurezza.

 

Nel backstage, il designer ha rivelato di essere un «anti-nostalgico», per il quale il passato conserva tuttavia il suo fascino. Lo show è la dimostrazione concreta del suo atteggiamento: coraggioso, innovatore, trasformista eppure rispettoso delle radici. Alla fine, meritati applausi da parte di compratori e giornalisti.

 

 

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