haute couture

Dior nel segno del surrealismo, Valli opulento e romantico

Primo giorno nel segno dell'italianità per l'haute couture parigina: al mattino Schiaparelli, in capo a Diego Della Valle, e nella seconda parte della giornata Dior, disegnata da Maria Grazia Chiuri e in chiusura Giambattista Valli, francese d'adozione ma romano di nascita. Dopo le contaminazioni tra esotismo e lusso di Schiaparelli, Dior ha scelto il surrealismo come fil rouge e Valli ha vestito le principesse contemporanee.

 

Di Schiaparelli abbiamo parlato ieri su fashionmagazine.it, annunciando questa tornata dell'alta moda parigina.

 

Altra protagonista, la nuova Dior secondo Maria Grazia Chiuri, in un Musée Rodin che già dall'allestimento - sovrastato da grandi sculture appese al soffitto, raffiguranti orecchie, occhi, mani, nasi - forniva indizi sui contenuti della collezione, ispirata al surrealismo e, in particolare, a Leonor Fini: scenografa, costumista (ha collaborato tra gli altri con Fellini per 8 e 1/2), pittrice, illustratrice e scrittrice, questa poliedrica artista abitava negli anni Trenta a Parigi, dove frequentava personaggi come Salvador Dalí, Paul Éluard e lo stesso Monsieur Dior.

 

Pensando a lei, una delle donne forti cui la nuova Dior rende omaggio, Chiuri ha costruito un guardaroba giocato prevalentemente sul bianco e nero, abbinati o tinta unita, spaziando tra le fantasie a scacchi o "a pagine di libro" e i ricami di sapore onirico ed esoterico, tra le strutture a gabbia dei corsetti ornati da crinoline e una versione ammorbidita della giacca Bar.

 

Tutte le modelle indossavano maschere di tulle, che mettevano in risalto la profondità dello sguardo, in modo da rivelare più che da nascondere. Alcune avevano il collo ornato da minuscole scritte ripetute, per esempio Liberté d'Amour.

 

Nel parterre Naomi Campbell, Monica Bellucci, Gabriel-Kane Day Lewis, le sorelle Ferragni e una grintosa Bebe Vio, che non passava inosservata con un completo stile gaucho-chic.

 

Romanticismo a piene mani da Giambattista Valli al Petit Palais: uno show che ha amalgamato opulenza e freschezza, la dolcezza di fiocchi e ruche e la grinta dei cuissard in vernice nera, cui facevano da contraltare babbucce e pantofole rasoterra in velluto.

 

Tra mini-abiti in macramé tempestati di fiori, con strascico di tulle, e modelli da grande soirée, la sfilata ha toccato l'apice nel finale, con la sequenza di scenografici e vaporosi modelli, fatti per non passare inosservati, nelle tonalità sorbetto del verde pistacchio, del rosa tenue e di una morbida nuance pesca (nella foto, a sinistra Dior e a destra Giambattista Valli).

 

 

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